Il trailer non era male, ma perchè rifare il remake in live action di un classico Disney senza tempo? Invece il film ha superato la mie aspettative. La trama è sempre la stessa: il cucciolo d'uomo Mowgli è cresciuto con il branco di lupi di Akela e mamma Raksha, nel rispetto della legge della Giungla. Al termine della tregua dell'acqua, però, la tigre Shere Khan torna a cercarlo: lei non ha rispetto del territorio altrui e finché non avrà Mowgli, tutti i lupi saranno in pericolo. Il bambino decide allora di lasciare il branco per proteggerlo e la pantera Bagheera decide di condurlo là da dove è venuto, il villaggio degli uomini. Anche i personaggi non cambiano, eccetto gli avvoltoi che qui sono spariti. Una grande differenza con il cartone sono le canzoni, qui ne vengono accennate solo due "Lo stretto indispensabile" e "Voglio esser come te". Fortunatamente dico io, ci mancava solo un musical con gli animali in digitale canterini e ballerini! Sono proprio gli animali della giungla le grandi star del film: l'ironico l'orso Baloo, l'enorme scimmia Re, il crudele Shere Khan e la saggia pantera Bagheera,
sono realizzati con la tecnica della computer grafica con un realismo impressionante, sono maestosi e spettacolari! Il merito è dell'animazione a computer che ha preso spunto da alcuni filmati e documentari utilizzando i movimenti degli animali. Gli attori doppiatori, invece, hanno recitato in motion capture con il labiale per non togliere movimenti realistici ai personaggi animali. Grande pregio sono i doppiatori: sarebbe stato interessante sentire nella versione originale le voci di Scarlett Johansson, Bill Murray, Idris Elba e Christopher Walken, ma anche le voci dei doppiatori italiani Neri Marcorè, Toni Servillo, Alessandro Rossi, Violante Placido, Giovanna Mezzogiorno non sfigurano, (esilarante la voce di Giancarlo Magalli che doppia l'inquietante Re Luigi!). E non dimentichiamoci il bravissimo Neel Sheti, il nostro Mowgli!
Ho apprezzato molto i temi che affronta questo film: l'accettazione di un umano da parte del branco anche se non fa parte della famiglia originaria (infatti il cucciolo d’uomo affronta la tigre feroce grazie al sostegno di un branco di lupi, di una pantera e di un simpatico orso) e l'importanza della propria unicità. Forse il film è più drammatico e serio del cartone Disney, Shere Khan incute terrore con quei canini affilati e con quel suo comportamento arrogante, non rispetta la legge della giungla e la legge dei lupi. La scena del combattimento finale in mezzo alle fiamme inchioda al divano (vedi foto).
Non mancano però le scene comiche con protagonista l'orso Baloo come quando con l'inganno convince Mowgli ad aiutarlo a prendere il miele, oppure quando dice "Io non vado in letargo, è che faccio molti pisolini". Ho davvero apprezzato questa versione di "Il libro della giungla". VOTO 7





































