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domenica 18 ottobre 2015

LA DAMA IN ORO

Conoscete il quadro di Gustav Klimt "Il ritratto di Adele Bloch-Bauer"?
 

Io non lo conoscevo. Anche se ho fatto il liceo artistico, di Klimt, avevo studiato solo "Il bacio", uno dei suoi quadri più famosi. Ignoravo completamente la storia travagliata di quello che, ancora oggi, è il quadro più costoso del mondo (il ritratto di Adele è un olio e oro su tela) e il più rappresentativo della fase dorata di Klimt. Sì perchè il dipinto, realizzato a Vienna nel 1907, che raffigura Adele, la moglie dell'industriale Ferdinand Bloch-Bauer, come una regina adornata da un collier, gioielli ed oro, è l'emblema di una delle pagine più oscure della storia (la seconda guerra mondiale e la Shoah): il quadro fu rubato dai nazisti e rivendicato dallo stato austriaco e dai suoi legittimi proprietari che ingaggiarono una lunga battaglia civile per riprendersi l'opera. Perchè vi sto parlando di un quadro in un blog di cinema? Perchè da questa vicenda è stato tratto un film, "Women in gold" (La dama in oro), di Simon Curtis e ispirato a questa storia vera.


 La protagonista è la nipote di Adele, Maria Altmann, ebrea austriaca ultraottantenne che, scappata in America per salvarsi dall'Olocausto, nel 1998 torna a Vienna, superando i suo demoni, per cercare di riprendersi il suo quadro. Assistita da un giovane avvocato ebreo, Randy Schoenberg (Ryan Reynolds), nipote del celebre compositore Arnold Schoenberg, Maria ingaggia una dura battaglia per recuperare il dipinto che si concluse solo nel 2006. Il film si dipana su due binari: quello dei flash-back (che raccontano la vita agiata condotta da Maria (interpretata da giovane da Tatiana Maslay, la star di Orphan Black), il suo matrimonio con un cantante lirico (Max Irons), la sua rocambolesca fuga in America per sfuggire alle persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti.
 
Maria da giovane

Il secondo filo narrativo è quello del legal-drama, che racconta le fasi delle difficili procedure civili per riappropriarsi del quadro. A proposito di questi tesori trafugati e delle vite "derubate" degli ebrei, mi ha colpito soprattutto una frase detta da Maria-Helen Mirren: "La gente dimentica. Soprattutto i giovani". Dimenticano come Randy, l'avvocato che assiste la protagonista, che dopo le prime negazioni sulla restituzione del quadro e di altre opere di Klimt, davanti al memoriale dell'Olocausto di Vienna ricorda la sua famiglia scampata dal nazismo e tutte quelle vittime che non ce l'hanno fatta e capisce che deve fare giustizia per il popolo di Vienna che aveva perso la libertà, la famiglia, la casa e gli averi come Maria. Io non sono mai stata a Vienna, ma in gita a Berlino, ho visitato il Museo Ebraico (1) e il Memoriale dell'Olocausto (2).

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Posso confermare che, finché non vedi con i tuoi occhi i luoghi della Shoah, non prendi appieno la coscienza degli orrori dello sterminio degli ebrei. Però anche vedere film, documentari su quei tragici fatti è importante, perchè non bisogna mai dimenticare, anche se sono passati più di cinquant'anni. E "Woman in gold" affronta l'argomento senza che la tragedia prenda il sopravvento grazie ad una battagliera, simpatica ed arzilla vecchietta (Helen Mirren è bravissima),
 

  un po' come è accaduto l'anno scorso con "Monuments men", con protagonisti esperti d'arte che cercano di recuperare tesori trafugati dai nazisti. È un film che tiene viva la memoria del passato, perfetto per tutti gli appassionati delle storie vere e per chi ama l'arte. MERITA UN 8!!

3 commenti:

  1. Bellissima recenzione, quello dello sterminio é un argomento molto delicato ma che va affrontato e NON bisogna assolutamente dimenticare quella cattiveria che ha preso il sopravvento pochissimi anni fa. Deve essere un film davvero bello e ricco di spunti su cui riflettere. Grazie Vane, grazie per quello che fai, ci proponi film meravigliosi 😊

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  2. Mi sono commossa tantissimo a vedere questo film, significativo e importante per ricordarci un passato ancora vicino a noi, per ricordarci che l'umanità deve impegnarsi a non ripetere gli stessi errori.

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  3. è proprio un bel film: non era facile raccontare questa storia e farlo con il giusto ritmo!
    la mirren è stata super!

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