martedì 19 novembre 2019

RECENSIONE DEL FILM TV "ENRICO PIAGGIO - UN SOGNO ITALIANO" IL CREATORE DELLA VESPA + RECENSIONE DEL FILM "VACANZE ROMANE" (1953)

Martedì 12 novembre su Rai Uno è andato in onda il film Tv "Enrico Piaggio - Un sogno italiano" che racconta la storia, tra fiaba e realtà, dell'inventore della Vespa del film "Vacanze Romane". Per il Termopolio ho scritto la ➡ RECENSIONE DEL FILM (cliccate sulla scritta in rosso)
Infatti è stato proprio Piaggio a convincere il regista William Wyler, arrivato in Italia per girare il film "Vacanze Romane", di far guidare ai suoi protagonisti la Vespa, mezzo di trasporto leggero ed economico, al posto di una carrozza come quella di Cenerentola (in effetti il film è una sorta di Cenerentola alla rovescia, ma volete mettere il fascino di ammirare Roma su una Vespa, invece che chiusa in una carrozza?). Ma facciamo un passo indietro: "Vacanze Romane", che è stato candidato a 10 nomination e ha vinto 3 Oscar, (ecco la locandina) ⬇
racconta la storia della principessa Anna che arriva in visita diplomatica a Roma. Una notte, stanca di rispettare gli obblighi di corte, ha una crisi isterica. Il suo medico le somministra un calmante, ma, appena si ritrova sola nella sua stanza, decide di fuggire e inizia a girare per le strade di Roma. La medicina, però, la fa addormentare per strada. Fortunatamente viene soccorsa da un passante, Joe Bradley, che, all’inizio, non conoscendo l’identità della giovane, decide di prendersi cura di lei ospitandola nel suo appartamento. Joe però è un giornalista e quando scopre che Anna è una principessa capisce di poter fare uno scoop e guadagnare tanti soldi, così accetta la sua richiesta di visitare la Capitale. Anna fa shopping, si compra un gelato, si taglia i capelli (ma quanto stava bene Audrey Hepburn con quella mini frangetta??)
fuma la sua prima sigaretta, visita i monumenti più famosi di Roma, tra cui la Bocca della Verità (esilarante la scena improvvisata in cui Gregory Peck infila la mano nella Bocca della Verità e poi finge di averla persa, con Audrey Hepburn che comincia ad urlare, una scena realistica, perché Hepburn non era stata avvertita prima)
La sequenza più memorabile, però, è il celebre giro in Vespa, una delle scene più famose della storia del cinema, dove Anna finisce addirittura in questura quando decide di provare a guidare lei lo scooter, travolgendo tavoli, sedie, bancarelle.
Piano piano Anna e Joe s'innamorano, lui cambia i suoi propositi ma proprio come in "La La Land" prevale la "realtà" sulla "fiaba" e purtroppo non c'è un lieto fine.
"Vacanze Romane", non è il mio film preferito con Audrey Hepburn proprio per il finale malinconico, (i miei preferiti sono "Sabrina" e "Colazione da Tiffany") però è una "favola" senza tempo, romantica, divertente, ambientata in una Roma da cartolina e con due grandi attori: Hepburn infatti grazie al suo talento, alla sua freschezza e alla sua spontaneità ha vinto per questa sua interpretazione il Premio Oscar come miglior attrice protagonista a soli 25 anni! 😊
VOTO 7/8 
VI PIACE IL FILM "VACANZE ROMANE"? AVETE VISTO IL FILM TV "ENRICO PIAGGIO?"

giovedì 14 novembre 2019

ANTEPRIMA DEL LIBRO STORICO "LA GUERRA É DICHIARATA" E DEL LIBRO SENTIMENTALE "SEGRETI D'AMORE" DELLA COLLANA EDITORIALE "IO ME LO LEGGO" IN USCITA IL 18 NOVEMBRE

Buona giornata a tutti! 👋 Oggi voglio presentarvi le uscite di novembre della collana dedicata ai romanzi di ambientazione storica della CE Pubmm Io Me Lo Leggo. Il 18 novembre usciranno due libri, uno di genere storico "La guerra é dichiarata", l'altro di genere sentimentale "Segreti d'amore"


Titolo: "La guerra è dichiarata"
Genere: romanzo storico - 
Saga: Luce di Rame. Volume 1
BREVE SINOSSI
Francia, 1364. Nella turbolenta Francia, messa in ginocchio dalla Guerra dei Cent’anni, si susseguono le vicende di tre giovani: Charles è un giovane re che si ritiene indegno del suo titolo. Miren de Picquigny, fanciulla romantica, è pronta a far valere le sue idee a costo di tradire la sua famiglia. Yves Beaumerais, un cavaliere, ritenuto la vergogna della sua famiglia. I loro destini si intrecciano nella complessa trama della Storia.
QUARTA DI COPERTINA
Francia, 1364. Nel mezzo della tregua stilata tra Francia e Inghilterra, la morte inaspettata di re Jean II il Buono è il segno che Fortuna sembra voler favorire il terzo incomodo nella guerra per il trono di Francia. Karlos II di Navarra, pretendente al trono tanto conteso e bramato, non vede ostacoli fatali pararsi davanti all’obiettivo anelato con ostinazione da trentadue anni. A succedere con non poca riluttanza a re Jean infatti, è suo figlio Charles, un giovane uomo di ventisei anni che in vita sua non si è mai guadagnato alcun prestigio e preferisce tenersi vicino ai libri piuttosto che ai campi di battaglia. In questo preludio di guerra civile, è giunto il momento di scegliere da che parte stare, e Miren de Picquigny, figlia di un cavaliere delle più abbienti famiglie piccarde, ha idee ben salde in questo e più svariati campi: nel fiacco ma assennato Charles lei vede il re di Francia perfetto, decisione che si rivela problematica dato che la sua famiglia offre le proprie spade al navarrese. Ma la ragazza non immagina quale duro prezzo dovrà pagare per la sua scelta, che porterà a spezzare la sua famiglia e a trascinare in un vortice di calamità chi sarà disposto a prestarle protezione come i Beaumerais, che si sono schierati a favore del Delfino Charles. Pensiero che per pochi giorni verrà dimenticato da Miren per l’amore burrascoso non ricambiato da Yves, un giovane investito cavaliere da appena un anno che grazie alla sua fervida morale personale si è trovato una scorciatoia per l’inferno.
INCIPIT DEL LIBRO
Il lume a olio sospeso a una catenella d’oro pendeva dalla chiave di volta, facendo risplendere i colorati vetri traslucidi che adornavano la cappella come un preziosissimo sacro reliquario. Innumerevoli occhi fermi lo osservavano, volti arcani lo giudicavano. Santi, principi, re ed eroi che erano più leggende che uomini reali. Cosa pensavano di lui, coloro che erano venuti prima del suo tempo? Era un sovrano degno del suo titolo, oppure no? Era capace di saper distinguere il bene dal male, il bello dal brutto? Avrebbe udito i cori angelici nella beatitudine del Paradiso o la sua anima patito il fuoco e il gelo dell’Inferno? L’uomo si soffermò un attimo su di loro e mentre seguitavano a scrutarlo in muto giudizio, Karl socchiuse gli occhi, immergendosi nella preghiera.
Il servo venne da lui nel cuore della notte, scusandosi e rompendo quel momento di solitudine. Non gli fu più possibile pregare dopo.  
«Cosa significa tornato?» Karl arrivò sconcertato alla fine del messaggio che il servitore gli aveva porto.   
«Uno dei suoi figli è venuto meno alla sua promessa ed è tornato a Parigi» Karl dovette quasi smettere di respirare per udire la flebile voce del servo, quasi un sussurro. «Ora per ripagare al torto subito, Jean si è riconsegnato al re d’Inghilterra.»
BREVE RELAZIONE DEL CONTESTO STORICO
Ambientato durante la Guerra dei Cent’anni (1337-1453), il conflitto che ha visto opporsi Valois e Plantageneti per il controllo del regno di Francia. Dopo i primi trent’anni che hanno visto il predominio inglese con le vittorie di Crécy (1346) e Poitiers (1356), la Francia è uscita da un vortice di calamità disonorata e calpestata. Alla possibilità della continuazione di una guerra devastante e incontrollabile, Giovanni II di Francia ha preferito una tregua dalle condizioni umilianti rinunciando a parte dei territori contesi.
Con la fine del regno di Giovanni II il Buono (1364), la successione di suo figlio Carlo viene contestata da Carlo II di Navarra, pretendente al trono di Francia, gesto che fomenta una breve guerra civile tra i lealisti e i sostenitori del navarrese che verrà sedata dallo scontro tra le due rispettive armate per decidere le sorti della Francia. Nella fase di stallo che precede la ripresa dell’interminabile conflitto contro l’Inghilterra, preludio della lenta rivincita della Francia che, seppur minata dalla guerra, ritroverà lo splendore grazie a Carlo V il Saggio che farà della cultura un rifugio nell’avverso.
CITAZIONE
Il giovane re lanciò uno sguardo oltre le teste incappucciate a lutto dei monaci: sull'altare svettava l'orifiamma, l'insegna militare che accompagnava l'armata di Francia in battaglia. "Si è mai visto un re che non è sceso in guerra con l'orifiamma tra le mani?" Oltre che essere pallido, Charles si ricordò che era anche la brutta copia di un autentico sovrano. «Le roy est mort! Vive le roy!» Fu l'ultimo grido, poi il silenzio tornò a vegliare nella necrepoli.


Titolo: "Segreti d'amore"
Genere: romanzo sentimentale-
A marzo uscirà il sequel sempre con la nostra CE.
INCIPIT DEL LIBRO
PARIGI 1816
Sapeva che se si fosse fermata sarebbe stata la sua fine, ma era senza fiato. Poteva sentire il loro fiato sul collo, ci aveva fatto anche l'abitudine ormai, ma era al limite delle sue energie. Nonostante tutto, in ogni caso, continuò nella sua folle corsa: non poteva arrendersi, non così.
Era a Parigi da mesi, ormai, e dopo tanti sacrifici e sforzi per giungere fin li... arrendersi avrebbe significato la fine.
«Eccolo, è laggiù!»
Oh, no!
Corse più veloce che poté, in un ultimo slancio, ma avvertì poco a poco le energie scemare e i suoi assalitori avvicinarsi paurosamente. D'un tratto sentì la presa sul suo colletto e uno strattone forte che arrestava la sua fuga, mozzandole il fiato in gola.
QUARTA DI COPERTINA
David Vulmont, uscendo ubriaco da una taverna, si imbatte in un selvaggio pestaggio. Ad essere aggredito, da brutali mascalzoni, un fragile ragazzino. Dopo averlo difeso e soccorso, il Conte, decide di condurlo nella sua dimora, al sicuro. Due destini si sono intrecciati, minacciati da un passato colmo di dolore.
BREVE RELAZIONE DEL CONTESTO STORICO:
La Parigi del 1816 non è più governata da Napoleone Bonaparte, estromesso dalla Francia, riportando al trono Luigi XVIII. Questo periodo viene chiamato “Restaurazione”. Il sistema di governo era costituito dall’ “Antico Regime”, cioè la monarchia assoluta dei Valois e dei Borboni. La società francese era divisa in tre stati: clero (Primo Stato), nobiltà (Secondo Stato) e resto del popolo (Terzo Stato). Quest’ultima era decisamente sottomessa alle alter due. Le relazioni erano basate solo a livello lavorativo. Ogni altra unione, che sia amichevole o romantica, era inaccettabile.
VI INCURIOSISCONO QUESTI ROMANZI? A me soprattutto il secondo!


lunedì 11 novembre 2019

RECENSIONE DI "LA LA LAND" 🎶 A VOI È PIACIUTO IL FINALE?

Mercoledì sera ho guardato su Rai 1 "La La Land" diretto da Damien Chazell, che ha vinto 6 Oscar super meritati (Miglior regista a Damien Chazelle, Miglior attrice protagonista a Emma Stone, straordinaria quando intona "Audition", Miglior fotografia a Linus Sandgren, Miglior scenografia a David Wasco, Migliore colonna sonora a Justin Hurwitz, Migliore canzone originale a City Of Stars). Avevo alte aspettative e questo film non mi ha affatto delusa!
"La La Land" inizia con una lunga coda di auto bloccata su un'autostrada di Los Angeles che diventa il luogo per un'esibizione molto dinamica di danza, di musica e di canto sulle note di "Another Day of Sun" (perché Los Angeles é la città del sole!). Bloccati nel traffico ci sono anche i protagonisti Mia (Emma Stone), un'aspirante attrice che lavora come barista in un caffè degli studi della Warner Bros e Sebastian (Ryan Gogling) un pianista jazz che sogna di aprire un locale tutto suo ma per ora si trova costretto a cantare canzoni natalizie come "Jingle Bells". Dopo il primo incontro, i due si ritroveranno in un locale, poi ad una festa, cominceranno a frequentarsi e ad innamorarsi nel susseguirsi delle stagioni, aiutandosi a vicenda per realizzare le loro aspirazioni ma saranno proprie quelle ad allontanarli.
Da cinefila ho adorato "La La Land" perchè omaggia la settima arte, quella del cinema e i sfavillanti musical degli anni cinquanta e sessanta: infatti Ryan Gosling e Emma Stone sono due moderni Fred Astair e Ginger Rogers quando ballano il tip-tap e cantano duettando
ma Gosling è anche un perfetto Gene Kelly quando balla avvinghiato al lampione come nel film "Cantando sotto la pioggia" e Stone con quegli occhi grandi, l'abito svolazzante e con i palloncini in mano sotto l'arco di trionfo ricorda la magnifica Audrey Hepburn del film "Cenerentola a Parigi".
Ma non sono solo i due attori principali a rievocare le star e i film degli anni Fifties, tutto il film è pervaso dall'atmosfera vintage degli anni 50: dal formato in Cinemascop del film, alla musica Jazz che suona Sebastian nei locali, agli outfit dai colori sgargianti, specchio del suo stato d'animo, indossati da Mia, alla proiezione del film "Gioventù bruciata" che Mia e Sebastian guardano al cinema, solo la moderna canzone a "Start a Fire" cantata da John Legend e i cellulari ci riportano alla realtà dei giorni nostri. "La La Land" incita ad inseguire i propri sogni, a non mollare, infatti il film è dedicato ai folli e ai sognatori e ha un finale non scontato.
Proprio per quanto riguarda la fine del film, a casa mia, si è scatenato un dibattito degno dei talk show: c'è chi avrebbe preferito l'happy ending e chi, come me, ha apprezzato questo "non lieto fine" perchè rispecchia la realtà, ovvero che i sogni possono essere raggiunti ma a costo di fare delle rinunce. Infatti nel finale Sebastian, nel suo locale, suona la canzone che ha fatto da sottofondo alla storia d'amore tra lui e Mia e la ragazza immagina come sarebbe potuta essere la loro vita se le cose fossero andare diversamente.
Certo mi è un po' dispiaciuto per Sebastian perchè Mia gli aveva detto "ti amerò per sempre" e, invece, poi si è rifatta una nuova vita un po' troppo velocemente, mentre lui si è realizzato solo nel lavoro, però un lieto fine sarebbe stato troppo irreale. VOTO 8
VOI AVETE VISTO "LA LA LAND", VI È PIACIUTO IL FINALE?

mercoledì 6 novembre 2019

RECENSIONE DEL LIBRO ISPIRATO AI ROMANZI DI JANE AUSTEN "ERRORI E MALINTESI" CHE POTETE ACQUISTARE A SOLI 0,99 CENTESIMI DAL 10 AL 15 NOVEMBRE

Da amante dei romanzi di Jane Austen ("Orgoglio e Pregiudizio" è uno dei miei preferiti!) sono molto felice di aver ricevuto, grazie alla casa editrice Iomeloleggo, una copia digitale del libro "Errori e Malintesi" di  Victoria Van Oosten, autrice di romanzi d'epoca!
Siamo nella elegante Bath d’inizio Ottocento (luogo dove ha vissuto proprio Jane Austen) e sono da poco finite le guerre napoleoniche. La protagonista del libro si chiama Isabel, è molto bella, ha una dote di 15000 sterline, un carattere timido e riservato, una grande passione per lo studio ma nessun pretendente, però è innamoratissima di Mr Tresham, studente di Oxford a sua volta molto schivo. La sua vicenda amorosa si intreccia con quella di sua cugina Claire, fidanzata con un capitano di nome Simmon, ma anche con quella di Harriet corteggiata dal capitano Reginald anche se lei non lo ricambia. Per non farci mancare nulla c'è una moltitudine di parenti, cugini, amici (i personaggi sono tanti, io vi consiglio di annotarvi i nomi!). Sembra una storia a lieto fine quella di Isabel, infatti pensavo che Mr Tresham si dichiarasse, invece per una serie di errori e malintesi e gelosie, il ragazzo si rivelerà ben diverso da come lo si immagina (Isabel alla fine si fidanzerà con un altro ragazzo) e Harriet, al contrario di Isabel, rivaluterà Reginald. Sono proprio i sentimenti descritti in maniera molto realistica il fulcro della storia e tra balli, gite in carrozze, passeggiate in compagnia e chiacchiere in accoglienti salottini, sembra proprio di immergersi nell'atmosfera inglese dell'800 descritta dalla Austen in molti romanzi (soprattutto in "Emma", un'altra storia di fraintendimenti). Consiglio "Errori e Malintesi" a chi ama i romanzi rosa e i classici, a chi é un eterno romantico. A me è piaciuto molto!
Victoria Van Oosten ha scritto anche un secondo romanzo "Fragilità" che uscirà a Dicembre.
Ecco in anteprima l'incipit del libro: 
il 2 marzo 1873 Julie de Clerment stava partecipando al proprio fidanzamento come se si fosse trattato di quello di un'estranea, stordita dai complimenti più o meno sinceri di quella folla di amici, parenti e sconosciuti. Nemmeno il sorriso dell'uomo che stava per sposare la rassicurava, sedendosi accanto a lei dopo essere stato tutto il tempo al centro della sala e dell'attenzione a raccogliere congratulazioni; un sorriso pieno di soddisfazione per l'approvazione generale dimostrata universalmente nella scelta della sposa, un sorriso a labbra chiuse che gli arrotondava le belle guance ed inteneriva lo sguardo orgoglioso. Ogni volta che M. Edmond Saint-Pierre si rivolgeva a lei con quel sorriso, Julie aveva la certezza che, almeno per pochi istanti, i suoi sentimenti fossero sinceri.
Poi lo sguardo del deputato tornava a spaziare sui volti e gli abiti degli invitati che conversavano e si  muovevano di fronte a lui, già lontano da Julie, sebbene seduto a pochi centimetri da lei, facendola ripiombare nella consapevolezza che ciò che lui provava non era un amore profondo ed eterno, come il suo, ma tenerezza, a volte attrazione. A Julie non rimaneva che contemplare in silenzio il profilo che tanto amava, accarezzando con lo sguardo chiarissimo quel naso diritto e appuntito che contrastava con la gentile rotondità del mento glabro, e quelle basette, perfettamente rettangolari e già brizzolate, nonostante i trentadue anni di Edmond. Si trattava di quegli uomini che immediatamente entrano nell'anima di una donna sensibile e si insinuano sotto la sua pelle prima di qualsiasi contatto fisico.

Per l'uscita di "Fragilità" sarà possibile, dal 10 al 15 Novembre, leggere il libro "Errori e Malintesi" sempre di Van Oosten che ho recensito prima a solo 0.99 cent!!
Non perdete questa occasione!
Il libro cartaceo, invece, costa 14 € e l'ebook senza la promozione 1,99 €.

lunedì 4 novembre 2019

RECENSIONE DEL FILM "DOWNTON ABBEY" (2019)

Vi ricordate com'è iniziata la prima puntata della serie Tv "Downton Abbey"? Con un telegramma che annunciava che il primo cugino del conte Crawley, James e suo figlio Patrick, si erano imbarcati sul Titanic che era affondato. Quasi dieci anni dopo, il film "Downton Abbey" che ho visto al cinema sabato ⬇,
tratto appunto dalla serie Tv omonima, si apre con lo stesso parallelismo: nella dimora arriva una lettera ma questa volta annuncia una notizia positiva, anche se incute un po' di ansia: Re Giorgio V e la Regina alloggeranno un giorno e una notte a Downton. Lord Robert Grantham (Hugh Bonneville) e la moglie Lady Cora (Elizabeth McGovern) prendono bene la notizia mentre la servitù va nel "panico" perchè si trova "esclusa" nei preparativi: infatti il Re e la Regina sono seguiti da una "servitù reale" che pretende di gestire la casa e la cucina secondo il meticoloso e rigido protocollo di corte. Ad esempio la cuoca Mrs. Patmore (Lesley Nicol) e la sua aiutante Daisy (Sophie McShera) devono ubbidire agli ordini dell'antipatico chef di corte e dare SUBITO gli ingredienti per preparare le pietanze. Anche il maggiordomo Thomas Barrow (Robert James-Collier) si sente messo da parte, infatti Lady Mary (Michelle Dockery) è convinta che lui non sia in grado di gestire un evento così importante e viene rimpiazzato dallo storico maggiordomo Carson (Jim Carter). Anche Lady Violet (la straordinaria Maggie Smith) ⬇
ha delle preoccupazioni, perchè ha dei dissidi riguardo il testamento con Lady Maud Bagshaw (Imelda Staunton), dama di compagnia della regina e cugina dei Crawley. A complicare il tutto qualcuno vuole uccidere il Re.
Insomma questo sequel non delude affatto le aspettative e non fa rimpiangere la serie, anzi coinvolge lo spettatore e lo inchioda alla poltrona del cinema facendolo sia divertire grazie alla "rivolta" architettata dalla servitù, ai battibecchi tra Violet e Isobel Crawley, alle battute pungenti sempre di Lady Violet ( "Le donne regali non son fatte per ghignare come gatti del Cheshire!") 😂 e alla comicità del cameriere Molesley interpretato da Kevin Doyle, ma anche leggermente commuovere (quando Lady Mary spiega alla nonna di voler vendere la tenuta e lei gli consiglia di pensarci perchè non è solo una Casa ma una Famiglia, un luogo di riferimento per la servitù e per gli abitanti della contea). E guardare il film di Downton Abbey è stato proprio come tornare in famiglia, infatti le storie dei protagonisti e della servitù, che ci avevano appassionato negli episodi televisivi, si espandono e tutti avranno finalmente un lieto fine, anche Tom Branson (Allen Leech), ex autista di famiglia e vedovo di Lady Sybil e Thomas, il maggiordomo omosessuale, che finalmente riesce ad accettare s'è stesso e trova l'amore, anche se prima finisce in carcere. Aggiungiamo una magnifica ambientazione (Highclere Castle e il suo immenso arco), i bellissimi costumi d'epoca anni 20 che richiamano "Il Grande Gatsby" ⬇,
la familiare colonna sonora firmata da John Lunn, un grande cast e il film di "Downton Abbey" riesce perfettamente a soddisfare sia gli spettatori più fedeli alla serie, che quelli nuovi, anche se il pubblico che ha seguito tutta la serie lo amerà ancora di più mentre gli altri rimarranno un po' spaesati. Secondo me questo film è riuscito a concludere in maniera dignitosa una delle mie serie Tv preferite. VOTO 8,5
A voi è piaciuto?

giovedì 31 ottobre 2019

"SIREN" LA SERIE TV DOVE COMANDANO LE SIRENE 🐚

Questa è la settimana di Halloween, avete già deciso che film o serie Tv guardare? Io vi consiglio una serie Tv alternativa che non ha niente a che fare con le streghe, con i vampiri e con gli scheletri: si tratta di "Siren"
serie tv in 10 episodi di genere fantasy-thriller, in onda ogni lunedì su Rai4 alle 21:10, che racconta il mito delle sirene in stile "dark" come nel film "Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare" o in "Harry Potter - Il calice di fuoco", discostandosi dalla celebre e dolce Ariel del cartone animato Disney "La Sirenetta". Infatti Ryn, la sirena protagonista della serie, quando è in acqua diventa una predatrice per nutrirsi e quando è sulla terraferma, in versione "umana", è buona ma non esita ad usare la violenza per difendersi da chi vuole fargli del male.
La serie è ambientata a Bristol Cove, conosciuta per la leggenda secondo la quale è stata la casa delle sirene e la protagonista Ryn (Eline Powell), arriva in città in cerca di sua sorella Donna (Sibongile Mlambo), che è stata rapita dall'esercito locale. I biologi marini Ben (Alex Roe) e Maddie (Fola Evans-Akingbola) scoprono che Ryn è una sirena e l'aiuteranno a salvare Donna.
Sul blog il Termopolio vi presento LA RECENSIONE
Potete recuperare la serie anche su RaiPlay o sabato alle 14:20 sempre su Rai4.
Buon Festa di Halloween a tutti! 🎃

sabato 26 ottobre 2019

RECENSIONE DEL FILM TRATTO DA UNA STORIA VERA "IL DIRITTO DI CONTARE" (2016)

Recentemente ho guardato in tv il film "Il diritto di contare" diretto da Theodore Melfi, tratto da una storia vera e dall’omonimo romanzo di Margot Lee Shetterly.
Le protagoniste Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae) sono tre donne particolarmente intelligenti che lavorano alla NASA, rispettivamente in campo matematico (Katherine fin da bambina riesce a risolvere con estrema facilità dei calcoli matematici complessi), nel settore delle calcolatrici come supervisore non ufficiale e in campo ingegneristico, per  aiutare ad inviare in orbita l'astronauta John Glenn. Infatti lo scopo è eguagliare il primo volo spaziale umano eseguito dai russi, che hanno mandato in orbita Jurij Gagarin. Perchè queste scienziate sono passate alla storia? Perché sono riuscite a combattere sessismo e razzismo nella società degli anni 60 dove gli afroamericani venivano emarginati: infatti avevano bagni riservati (Katherine deve fare più di un chilometro a piedi per raggiungere il suo bagno e non essendo veloce come Forrest Gump, ritorna spesso in ritardo a lavoro), erano discriminate sul lavoro (Vivian Mitchell, il supervisore, tratta le ragazze con freddezza) e addirittura non potevano condividere il contenitore del caffè! Solo Al Harrison (Kevin Costner), il capo di Katherine, ha il coraggio di abbattere la targhetta che indica il bagno delle donne di colore.

Queste tematiche affrontate nel film non sono nuove, però "Il diritto di contare", candidato a tre premi Oscar, si sofferma anche sulla spedizione spaziale tra successi e sconfitte e sulla vita privata delle tre protagoniste, soprattutto di Katherine, vedova e madre di tre figlie che s'innamora dell'ufficiale della Guardia Nazionale Jim Johnson (interpretato da Mahershala Ali di "Green Book"). Bravissime le tre attrici principali Taraji P. Henson, Octavia Spencer candidata per questo ruolo come Miglior attrice non protagonista (Octavia aveva già vinto il Premio Oscar come miglior attrice non protagonista per "The Help" in cui interpretava una governante che combatteva sempre le discriminazioni) e Janelle Monae, ottimo Kevin Costner (il suo personaggio però è stato inventato appositamente per il film) e il resto del cast (da Jim Parsons, star di "The Big Bang Theory" a Kirsten Dunst).
Io, però, ho più simpatizzato per le domestiche di "The Help" che per queste scienziate forse perché in matematica e in fisica sono sempre stata un po' negata 😂
comunque è un film interessante, coinvolgente e curato (soprattutto per la colonna sonora e i vestiti d'epoca). Infine ho trovato molto interessante la scena finale con le foto delle attrici accanto a quelle delle vere matematiche: Katherine Johnson, che in seguito ha calcolato anche le traiettorie per il Programma Mercury e per la missione Apollo 11, oggi è ancora viva e vegeta e ha 101 anni (Katherine è la donna della prima foto)⬇
VOTO 7,5