lunedì 3 agosto 2020

OGGI VI PARLO UN PO' DI ME + RECENSIONE DEL FILM "LOST IN TRANSLATION - L'AMORE TRADOTTO" DI SOFIA COPPOLA


In questi caldi giorni d'estate non sono molto attiva sui social, ultimamente ho dei problemi ad accedere ad Instagram, a volte pubblico su Facebook e Twitter e soprattutto mi sto concentrando a scrivere un romanzo. Questa idea è nata nel periodo del Lockdown e ora sto cercando di realizzarla (ho scritto finora una cinquantina di pagine). Nel romanzo racconterò due storie che scorrono parallele e che a volte si intersecano: quella un po' vera e un po' romanzata di Pepe, il gatto del quartiere ⬇
e quella di una ragazzina che frequenta il liceo (il personaggio assomiglia molto a me) e ovviamente non mancheranno delle incursioni nel mondo cinematografico!
Intanto oggi vi presento una nuova recensione sul blog!
Conoscevo "Lost in translation - L'amore tradotto" di Sofia Coppola per fama ma non avevo mai visto questo film, così quando l'hanno trasmesso sul canale Iris ho deciso di recuperarlo.
Bob (Bill Murray) è una star in declino che si reca in a Tokyo in Giappone per girare uno spot per una marca di whisky, ma il suo lavoro non lo entusiasma. Durante il soggiorno alloggia in un hotel di lusso e qui s'imbatte in Charlotte (Scarlett Johansson) che accompagna John (Giovanni Ribisi), il marito fotografo, un uomo che la trascura. Entrambi si sentono estranei in un paese straniero, lui non capisce una parola di giapponese e ha sempre la sensazione che manchi qualcosa nelle traduzioni degli interpreti durante la registrazione dello spot pubblicitario, lei si sente sempre fuori posto nel caos della città. Così Bob e Charlotte passano sempre più tempo insieme, parlano del lavoro e della loro vita privata, cercano di "immergersi" nelle strane usanze del Giappone (lezioni di giardinaggio per coltivare i bonsai, gare di videogame, surreali gare di karaoke dove si canta anche se si é stonati come fa Bill Murray, Scarlett Johansson, invece, è decisamente più intonata)
e ovviamente continuano a trovarsi in difficoltà quando tentano di farsi comprendere in ospedale o al ristorante per ordinare da mangiare.
"Lost in Translation", basato sulle esperienze vissute in Giappone da Sofia Coppola, è essenzialmente un documentario sulla città di Tokyo (bellissima la fotografia!) con all'interno una storia di amicizia e di amore "impossibile" per via dell'età e dei rispettivi partner, (il film ha vinto il Premio Oscar come Miglior sceneggiatura), in cui spicca la divertente interpretazione di Bill Murray e l'espressività e la bellezza di una giovanissima Scarlett Johansson. Manca giusto un po' di ritmo e qualche dialogo in più, però da amante del Giappone ho apprezzato questo film, mi ha fatto venire voglia di visitare di Tokyo, insieme ad una guida turistica però! 😉 A VOI È PIACIUTO?

lunedì 27 luglio 2020

SERIE TV 🎬 E LIBRI 📚: ANTEPRIMA DELLA SERIE "BODYGUARD" CON RICHARD MADDEN + LE USCITE DI LUGLIO DELLA COLLANA IO ME LO LEGGO

Stasera lunedì 27 luglio su Rai 3 alle 21.20 andranno in onda i primi 2 episodi della serie tv "Bodyguard", la più vista degli ultimi dieci anni nel Regno Unito, con protagonista Richard Madden (Robb Stark in "Game of Thrones" e di Cosimo de’ Medici in "I Medici").
L'uomo interpreta Dave un veterano di guerra che dopo aver combattuto in prima linea tra Afghanistan e Iraq, una volta tornato nel Regno Unito, sventa un attacco terroristico su un treno e diventa guardia del corpo. Dave deve proteggere il nuovo segretario di stato Julia Montague (Keeley Hawes, Louisa in "I Durrell - La mia famiglia e altri animali" ), una donna ambiziosa e determinata la quale ha posizioni politiche opposte a quelle dell'ex soldato ed è favorevole alla guerra in Medio Oriente. Tra due si creerà un rapporto intenso ostacolato però da complotti, attentati e dal disturbo post traumatico di cui soffre Dave. La serie è composta da 6 episodi, gli episodi 3 e 4 andranno in onda martedì 28 luglio e gli ultimi due il 3 agosto sempre alle 21:20.
GUARDERETE O AVETE GIÀ VISTO QUESTA SERIE? VI È PIACIUTA?


USCITE DI LUGLIO DI IO ME LO LEGGO
Titolo: Questo grande amore è il mio vanto di Barbara Buttiglione
Pagine: 51
Prezzo: ebook 1,99 €, cartaceo 7, 50 €
Genere: Saggio
QUARTA DI COPERTINA
Anche le nostre ‘ordinarie’ esistenze possono godere di un assaggio di Sublime, di una scomposta ma intensa visione di Bellezza: è sufficiente leggere i versi di P.B. Shelley, i romanzi di Mary, le rime appassionate di Robert ed Elizabeth, le liriche sofferte e taglienti di Sylvia Plath e Ted Hughes.
Pur essendo quasi come spiare dal buco della serratura di una porta che cela l’Infinito, ne sarà valsa davvero la pena.


Titolo: I segreti della casa di via De Lorenzi  di Francesca Letizia Piccione
Pagine: 153
Prezzo: ebook 1,99 €, cartaceo 13,00 €
Genere: Noir
QUARTA DI COPERTINA
"I segreti della casa di via De Lorenzi" è ambientata nella Sicilia durante gli anni della Seconda guerra mondiale. Su quella abitazione giravano tante storie in paese, storie di streghe e di spiriti maligni, ma cosa si nascondeva realmente tra le mura di quella casa maledetta nessuno sapeva dirlo.


Titolo: The Little Lady di Naomi Bonasia
Pagine: 144
Prezzo: ebook 1,99 €, cartaceo 13,00 €
Genere: storico
QUARTA DI COPERTINA
Londra 1840 Rebecca e Georgiana hanno solo sedici anni,  ma il loro destino appare già segnato.
Una è fuoco e fiamme, l'altra dolcezza e compassione.
Nessuna delle due desidera la vita che i genitori  vogliono imporre loro.
In un'epoca in cui essere se stessi è un delitto l'amicizia tra due donne può rappresentare  la strada per la libertà.
VI INCURIOSISCONO QUESTI LIBRI? A me soprattutto l'ultimo.

mercoledì 22 luglio 2020

RECENSIONE DELLA PRIMA STAGIONE DELLA SERIE TV "CHIAMATEMI ANNA" TRATTA DAL ROMANZO "ANNA DAI CAPELLI ROSSI" DI LUCY MAUD MONTGOMERY

Non ho mai visto l'anime giapponese "Anna dai capelli" trasmesso per la prima volta nel 1979, però so che non è considerato un cartone animato molto allegro. Nonostante ciò ero curiosa di guardare "Chiamatemi Anna" anche perchè basato principalmente sul romanzo "Anna dai capelli rossi" di Lucy Maud Montgomery e dopo aver letto su Instagram e qui sul blog i vostri messaggi che mi consigliavano assolutamente di non perdere questa serie, ho guardato tutti e sette gli episodi e ora sto guardando la seconda stagione su Rai 2.
Dopo aver trascorso la propria infanzia all'orfanotrofio e da alcune famiglie che la maltrattavano e la picchiavano, la tredicenne Anna (interpretata da Amybeth McNulty, che oltre ad essere perfetta per il ruolo è anche bravissima) viene mandata per errore a vivere con gli anziani fratelli Marilla e Matthew Cuthbert che hanno chiesto un aiutante maschio per lavorare nella fattoria e nei campi. Dopo un’iniziale diffidenza nei confronti di Anna, i due cominceranno a conoscerla meglio e la bambina cambierà per sempre le loro vite. La particolarità di Anna, oltre ai capelli fiammeggianti che lei detesta, sempre raccolti in due trecce, è la sua parlantina fluente, parla tantissimo, a macchinetta, sotto gli sguardi esterrefatti dei Cuthberth e di noi telespettatori soprattutto nella prima puntata che dura un'ora e mezza (se superate quell'episodio, poi gli altri si guardano senza problemi). Complimenti alla doppiatrice di Anna!
Infatti la ragazzina inventa dei lunghissimi e velocissimi monologhi sia allegri che drammatici sugli oggetti che vede, sui paesaggi che ammira, sui suoi stati d'animo ("Preferisco immaginare che ricordare" dice Anna), in orfanotrofio leggeva tantissimo e quindi s'immedesima anche in alcuni personaggi letterari come la principessa Cordelia creata da Shakespeare, Jane Eyre: è il suo modo di evadere dalla dura realtà in cui ha vissuto. Per questa sua straordinaria immaginazione e per la sua diversità spesso non viene compresa, soprattutto dai suoi compagni di scuola e quindi piange una puntata sì e l'altra pure, però ci sono anche delle scene divertenti che stemperano la drammaticità della serie. Nonostante le difficoltà, Anna riuscirà sempre a rialzarsi grazie al suo ottimismo e farà amicizia con la ricca Diana Barry (Dalila Bela)
e con Gilbert Blythe (Lucas Jade Zumann), il ragazzo più carino e corteggiato della scuola, oltre ad essere anche il più studioso insieme a lei, che l'accettano con i suoi pregi e i suoi difetti.
Ottima la sceneggiatura che affronta temi ancora oggi attuali come la scoperta dell'identità sessuale (Josephine, l'anziana zia di Diana Barry, ha vissuto la sua vita insieme ad una donna, "l'unica persona che abbia mai amato"), l'accettazione di s'è stessi, il bullismo, il femminismo, realistici i personaggi che sono interpretati tutti da attori bravissimi, bella la fotografia, meravigliosi i paesaggi del Canada. Non ho trovato un difetto in questa prima stagione, mentre nella seconda ho già trovato due personaggi insopportabili (i due fattori\ladri), ma ne parlerò più avanti. 😊

giovedì 16 luglio 2020

RECENSIONE DEL FILM FANTASY E D'AVVENTURA "LA FIGLIA DELLA SCIAMANA" (2015)

Lunedì 13 ho visto su Cielo, Canale 26, il film danese d'avventura fantasy "La figlia della sciamana" basato sul primo libro dal titolo omonimo della saga per ragazzi scritta da Lene Kaaberbøl.
Quindi è l'ennesimo film fantasy per ragazzini? Sì e no perchè è consigliato ad un pubblico adulto anche se di scene violente non ce ne sono molte e quello che più "sconvolge" è l'antagonista della storia che beve sangue di drago (e lo dico io che mi impressiono con poco! 😂). Io consiglierei questo film a partire dai 12 anni.
Dina ha il potere soprannaturale, ereditato da sua madre, di vedere dentro l'anima delle altre persone e di farle vergognare di loro stesse, rivivendo con loro la causa della loro vergogna e per questo la ragazzina è emarginata e considerata una strega.
Quando il principe Nicodemus, trovato ubriaco e con un coltello in mano, viene ingiustamente accusato di aver assassinato la sua famiglia, la madre di Dina e successivamente la ragazzina vengono scortate a corte da Drakan, figlio illegittimo dei Reali, per far confessare il principe. Entrambe "vedono" che Nicodemus è innocente così Drakan, il vero assassino, decide di eliminare anche le due sciamane e di far ricadere la colpa sul povero Nico.
Dina e il principe, però, riescono a fuggire e spetterà a loro il compito di dimostrare la colpevolezza di Drakan.
Per quanto riguarda il sangue di drago, viene bevuto da Drakan dove aver fatto dei prelievi all'animale legato e rinchiuso nei sotterranei (veramente assurdo perché il drago è un animale che sputa fuoco, vola, invece in questo film non si ribella assolutamente!)
La trama del film è piuttosto esile anche se è tratta da un romanzo, il lieto fine scontato anche se la storia non si conclude del tutto (infatti è stato realizzato il sequel "La Figlia della Sciamana II - Il Dono del Serpente") e alcuni personaggi sono prevedibili (Dina per non farsi scoprire si taglia i capelli e si finge maschio e lungo il cammino incontrerà anche un uomo che ricorda Mago Merlino!). Ho apprezzato soprattutto l'ambientazione medievale, gli attori, gli effetti speciali, però mi aspettavo un film meno scontato. VOTO 6

venerdì 10 luglio 2020

RECENSIONE DEL FILM "THE UNTOUCHABLES - GLI INTOCCABILI" (1987) CON LE MUSICHE DI ENNIO MORRICONE

Oggi vi recensisco il cult tratto da una storia vera "The Untouchables - Gli Intoccabili" di Brian De Palma che ha come colonna sonora la straordinaria musica di Ennio Morricone, scomparso il 6 luglio all'età di 91 anni, che per questo film ha ricevuto due nomination, una agli Oscar e l'altra ai Golden Globe (io però preferisco le musiche di "Nuovo Cinema Paradiso").
Il film, di genere poliziesco e gangster movie, è ambientato a Chicago nel 1930, durante il periodo del Proibizionismo. Per combattere il potere di Al Capone (un eccellente Robert De Niro) che terrorizza la città con delitti, traffici illegali e mazzate in testa se qualcuno osa tradirlo, arriva l'agente federale del Dipartimento del Tesoro Eliot Ness (Kevin Costner) con la sua famiglia. Dopo una prima operazione non riuscita, incontrerà sul suo cammino l'esperto e simpatico poliziotto irlandese Jim Malone (per la sua interpretazione Sean Connery ha vinto l'Oscar come Miglior Attore non protagonista) che lo aiuterà a formare una squadra di poliziotti esperti per combattere il crimine e incastrare Al Capone. Così i due reclutano Oscar Wallace, un impiegato del Dipartimento del Tesoro che sembra tanto innocuo, anche per la bassa statura, ma in realtà è molto coraggioso e un poliziotto italoamericano (un giovane Andy Garcia).
Da qui in poi c'è un susseguirsi di scene coinvolgenti (la prima parte del film infatti é più tranquilla) che rimangono impresse nelle mente dello spettatore e che hanno contribuito a fare la storia del cinema: il gruppo che ai lati di un ponte al confine fra Stati Uniti e Canada blocca a cavallo un grosso carico di alcolici con l'aiuto della polizia di frontiera (sembra una scena western), Malone che viene crivellato di colpi e in un bagno di sangue riesce ad indicare alla squadra il nome e la posizione del contabile di Al Capone per incastrarlo di evasione fiscale (per girare la scena avevano messo delle micro cariche sul corpo di Sean Connery, per simulare il sangue, ma schizzò anche della polvere dritta negli occhi dell'attore che dovette rivolgersi a un oculista!), la scena al rallentatore in stazione con Ness che decide di aiutare una mamma con il neonato, ma durante la sparatoria la carrozzina rotola per le scale e il bambino rischia di sfracellarsi al suolo.
"Gli Intoccabili" si contraddistingue anche per lo stile dei personaggi che indossano abiti firmati Giorgio Armani (infatti il film ha ricevuto una nomination per i Migliori Costumi, oltre che per la Migliore scenografia) e per la bravura di tutto il cast (Kevin Costner e Andy Garcia sfondarono ad Hollywood dopo questa loro interpretazione). É un film da non perdere!
VOTO 8






lunedì 6 luglio 2020

LE SERIE TV IN CHIARO E SU NETFLIX DA GUARDARE A LUGLIO

Dal lunedì al venerdì su Rai 2, da oggi 6 giugno alle ore 15:15 con un episodio al giorno, andrà in onda la serie tv canadese che ha avuto un grande successo su Netflix "Chiamatemi Anna", basata sul romanzo "Anna dai capelli rossi" di Lucy Maud Montgomery.
La serie parla delle avventure della tredicenne Anna (interpretata dall'irlandese Amybeth McNulty), che, dopo aver passato un’infanzia difficile, viene mandata per errore a vivere con gli anziani fratelli Marilla e Matthew Cuthbert. Dopo un’iniziale diffidenza nei confronti di Anna, i due fratelli cominceranno a ricredersi e la bambina cambierà per sempre le loro vite. Sono molto curiosa di guardare questa serie, voi l'avete vista?
Poi la domenica pomeriggio alle ore 17:15 su Rai 2 è iniziata la terza stagione di "I Durrell - La mia famiglia e altri animali", basata sui tre libri autobiografici del naturalista e zoologo britannico Gerald Durrell e sulla sua infanzia trascorsa a Corfù con la sua stramba famiglia,
e da venerdì 10 luglio alle 21:20 su Canale 5 partirà la seconda stagione di "Manifest" che racconta di un misterioso volo scomparso per cinque anni e tornato improvvisamente senza che i passeggeri siano invecchiati. Io ho mollato la serie a metà della prima stagione, per me era incomprensibile, quindi dubito che guarderò il sequel.
Infine per chi è abbonato a Netflix il 17 luglio uscirà "Cursed" una rivisitazione della celebre leggenda di Re Artù con protagonista Nimue, colei che diventerà la potente Signora del Lago (interpretata da Katherine Langford di "Tredici"). La giovane aiuterà Arthur, un giovane mercenario, a trovare Merlino e a consegnare la spada di Exalibur.
Per maggiori informazioni sulla trama, sugli orari delle serie leggete l'articolo che ho scritto per Il Termopolio (ci sono anche i trailer) ⬇
https://www.iltermopolio.com/cinema/le-serie-da-non-perdere-a-luglio-2020
GUARDERETE O AVETE GUARDATO QUESTE SERIE TV?

sabato 4 luglio 2020

FILM VINTAGE: RECENSIONE DI "ZORRO" (1975) CON ALAIN DELON

Qualche giorno fa insieme a mia mamma ho guardato in Tv "Zorro" del 1975, diretto da Duccio Tessari e con il divo francese Alain Delon.
Mi aspettavo un film come "La maschera di Zorro" con Antonio Banderas, ma in realtà è un film più comico che avventuroso e anche troppo leggero e impreciso.
Quando il nuovo governatore di Nuova Aragona, Miguel De La Serna, muore in un attentato ordito dal colonnello Huerta (Stanley Baker), il suo amico Diego De la Vega (Alain Delon) gli promette di governare al suo posto. Così Diego si presenta al palazzo dei governatori con l'identità di De La Serna, mostrandosi come un uomo stupido, frivolo, pauroso (Delon è bravo ad interpretarlo peccato che il personaggio è insopportabile!). Successivamente Diego ispirato dalla leggenda di Zorro raccontata da un bambino che si firma con la lettera Z, decide di assumerne l'identità per difendere il popolo dal colonnello Huerta e nella scena successiva è già in azione, tutto vestito di nero, mentre salva un frate (ma quando ha imparato a combattere? Quando ha preparato il costume? Come fa ad essere già munito di cavallo rigorosamente nero?). Da qui in poi vediamo Diego dividersi tra la vita a corte e quella da giustiziere mascherato, ma non viene specificato il tempo che passa tra un travestimento e l'altro (ad esempio in una scena si vede Zorro e nella successiva il finto Miguel De La Serna, o il nostro Diego della Vega è veloce come il vampiro Edward di "Twilight" oppure ha il dono dell'ubiquità!!). Altri difetti del film sono i soldati che durante un'imboscata sono vestiti da membri del Ku Klux Clan con la tradizionale tunica bianca con cappuccio (ma perché??) e la presenza di alcuni personaggi inutili come il capitano tedesco Fritz von Merkel (interpretato da Giacomo Rossi Stuart, il padre di Kim Rossi Stuart) e la svampita zia di Miguel, Carmen. L'ambientazione a palazzo, poi, ricorda quella della corte di Versailles con i nobili che indossano dei vistosi costumi e delle parrucche (ma qui non siamo in Francia, ma in Spagna!). Per fortuna ci sono anche dei bei personaggi come Ortensia (Ottavia Piccolo) nobile decaduta innamorata di Zorro ⬇
il servitore muto Bernardo, il simpatico sergente Garcia ⬇
e Assassino il cane Alano di Miguel. Promossa anche la divertente canzone "Zorro is back" e belli i combattimenti coreografati, anche se quello finale è troppo lungo, dura più di dieci minuti.
Consiglio questo film soprattutto ai ragazzini, infatti mia mamma ha visto "Zorro" a tredici anni al cinema e gli era piaciuto ma riguardandolo a distanza di anni ha cambiato idea. VOTO 5
VOI AVETE VISTO QUESTA VERSIONE DI "ZORRO"?