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venerdì 26 aprile 2024

RECENSIONE DELLA TERZA STAGIONE DELLA SERIE "CUMBIA NINJA"

Oggi Jenny, la collaboratrice di Gattaracinefila, ci presenta la recensione di "Cumbia Ninja 3". 

La terza stagione chiude definitivamente “Cumbia ninja”, questa saga made in Colombia incasellabile e che sicuramente (per i pochi che l’hanno vista) ha regalato al suo pubblico qualcosa di originale ed unico: qualsiasi cosa significhi.


La struttura dello show è sempre uguale, ovvero 16 episodi della durata media di 45 minuti ciascuno. Quello invece che è cambiato è tutto il resto, si assiste ad un drastico cambio di registro ed essendo onesti questa tra le tre, è la serie meno riuscita.

Sinceramente dopo aver visto le primissime puntate, ero molto tentata a chiuderla lì ma oltre allo scrivere questo pezzo ero curiosa di vedere fino a dove si sarebbero spinti. L’imbarazzo iniziale unito ad una buona dose irrealistica (capisco l’accelerata sul fantasy però…), è scemato un pochino andando avanti e mi sono lasciata così travolgere dalla storia grazie a qualche svolta interessante.
Spesso mi capita di pensare che tante volte sarebbe meglio chiudere un po’ in anticipo lasciando un bel ricordo ecco, questo era il caso. Credo si potesse allungare leggermente il secondo capitolo e dargli una degna conclusione senza tirare troppo la corda.
A questo aggiungiamo personaggi eliminati senza troppe spiegazioni e altri ricomparsi ma inutili ai fini del racconto, buchi di sceneggiatura, situazioni paradossali et voilà, la mediocrità è servita.
Avrete sicuramente capito che “Cumbia ninja” è da guardare senza farsi troppe domande e lasciare che ci porti nel suo mondo ad una condizione: credere a quello che ci viene narrato e che nulla è impossibile.
Il bel messaggio ai telespettatori lo porta sempre avanti ma qui la musica sembra essere passata in secondo piano, è sempre presente certo ma non è più predominante come nel passato. Per esempio Hache, tra le varie stranezze che ho riscontrato, prima viveva per le 7 note mentre ora sembra quasi che non gliene importi più niente…
A distanza di anni quello che è rimasto impresso sono sicuramente le canzoni, “Ojos en la espalda” in particolare infatti all’epoca ebbe un enorme successo.
Spinta dalla presenza di Brenda Asnicar ho iniziato questa serie che nonostante non fosse proprio il mio genere mi ha coinvolta (a prescindere è sempre una buona cosa uscire dalla propria “zona di comfort”); sicuramente è stato qualcosa di singolare da vedere.
Se siete stanchi dei soliti prodotti tutti uguali ed amate il fantasy, le arti marziali, la musica, le leggende, i gialli e un po’ il trash non fatevi sfuggire questa fiction! 

Buona visione

venerdì 12 aprile 2024

RECENSIONE DELLA SECONDA STAGIONE DELLA SERIE TV "CUMBIA NINJA"

Oggi Jenny, la collaboratrice di Gattaracinefila, ci presenta la recensione della seconda stagione di "Cumbia Ninja". 

Quando annunciano il sequel di una serie di successo, sono sempre un po’ perplessa perché se da una parte fa piacere rivedere le avventure dei personaggi che ci sono entrati nel cuore, dall’altra si corre il rischio di rovinare un bel prodotto. Nel caso di “Cumbia Ninja” era inevitabile una seconda stagione in quanto la prima non si era conclusa, forse volontariamente in vista di un seguito già in cantiere.

Il detto “squadra che vince non si cambia” è più che calzante in questo caso dato che al cast non è stata fatta una significativa variazione e la qualità è rimasta alta, in linea con quello già visto. Una cosa che ho pensato subito è il fatto di non aver sentito nessun distacco/un prima e un dopo ma, se nei 13 episodi iniziali ci avevano dato un assaggio di quello che sarebbe venuto, fatto conoscere un pochino i caratteri e le dinamiche de La Colina, qui si prosegue con il racconto quasi come se fosse tutto parte dello stesso capitolo.
Le puntate in questo caso sono 16 e la durata è sempre di circa 50 minuti ciascuna. Gli ingredienti sono pressoché gli stessi anche se forse la parte fantasy si è ritagliata uno spazio maggiore rispetto al passato (questo ha dato vita ad alcuni momenti leggermente trash).
 

Attenzione possibili spoiler da qui in avanti!!

Dove eravamo rimasti? La prima stagione si è conclusa con l’allontanamento di Nieves ed Italo dal quartiere mentre il Maestro Wu viene gravemente ferito. L’uomo fa però in tempo a chiedere alla sorella di Hache di mostrare al fratello e ai restanti componenti della band, quello che c’è nascosto sotto il tempio.
Nei nuovi episodi scopriamo poi che il Maestro non è morto mentre i Cumbia Ninja devono fare i conti con il dragone millenario e il tesoro che protegge.
Oltre a sviluppare le vicende precedentemente solo anticipate, ora ci si concentra sulla cattura degli assassini della famiglia Carbajal: proprio per questo motivo Juana torna a vestire i suoi panni per fare giustizia.
La musica resta sempre la protagonista indiscussa e metodo per far passare i giusti messaggi ai più giovani. La felicità va cercata e conquistata ma se pensate di vedere “l’happy end” vi sbagliate, almeno in parte. Il finale lascia l’amaro in bocca e la voglia di vedere la terza ed ultima stagione!
Sul web questo prodotto ha diviso molto gli spettatori, qualcuno non l’ha trovato niente male mentre altri dopo i primi minuti di visione l’hanno già etichettato come “cringe”. Sicuramente è stata una sfida unire così tanti generi (che funzionano) in una serie destinata ad un pubblico prevalentemente giovane. Quello che si vuole veicolare arriva in maniera chiara, utilizzando delle location d’impatto e personaggi forti (senza diventare troppo retorici e noiosi). Le canzoni, sempre orecchiabili e coinvolgenti, danno quel quid in più e mostrano che spesso l’arte unisce le persone oltre a salvare da situazioni difficili.

Buona visione!




giovedì 11 gennaio 2024

RECENSIONE DELLA PRIMA STAGIONE DELLA SERIE TV "CUMBIA NINJA"

Oggi Jenny, la collaboratrice di Gattaracinefila, ci presenta la recensione di "Cumbia Ninja". È una serie tv colombiana andata in onda in italia per la prima volta il 6 maggio 2014. In Sudamerica il successo non è tardato ad arrivare, ma ha avuto un buon riscontro anche fuori dal continente.


Lo show si rivolge prevalentemente ad un pubblico giovane, infatti uno tra i messaggi principali che vuole lanciare è quello di lottare per i propri sogni e la giustizia. Se avete dato un’occhiata al trailer, vi sarete probabilmente accorti che ci sono più generi mischiati tra loro: dramma, fantasy, thriller, romantico ed avventura.
 

Troppa carne al fuoco? Forse, tutto però è ben equilibrato, infatti anche se il primo episodio lascia un po’ perplessi, rimane la curiosità di vedere come prosegue e in pochi giorni vi troverete all’ultima puntata. 

Ma esattamente, di che cosa parla? Siamo a La Colina, un quartiere difficile di una non meglio identificata metropoli dell’America Latina, dove più gang si scontrano quotidianamente per governare questo territorio. Quando una sera viene assassinato Chico, il leader di un gruppo che aveva come scopo non far penetrare la droga nella zona e mantenere quanto più possibile le strade sicure, tutti si aspettano che il fratello minore Hache prenda il suo posto. Al ragazzo interessa solo fare musica, ma la sua vita verrà rivoluzionata dall’arrivo di Nieves, una ricca borghese che deve vivere sotto mentite spoglie. Insieme ai Cumbia Ninja, il gruppo musicale di cui fa parte, inizierà anche ad avere la protezione del maestro Xiang Wu che vive in un’antica casa cinese…
La musica gioca un ruolo fondamentale nella serie, le canzoni sono tutte orecchiabili e con un significato ben preciso.
I due protagonisti principali sono gli unici forse che il grande pubblico conosce: Ricardo Abarca e Brenda Asnicar, l’ex divina de “Il mondo di Patty”, che qui si è confrontata con un personaggio complicato ed inedito per lei, ma ha dimostrato tutto il suo talento offrendo una performance convincente.
La prima stagione si compone di 13 episodi dalla durata media di circa 45 minuti ciascuno. Il ritmo è sostenuto e affrontando diverse tematiche riesce a conquistare più tipi di telespettatori. Si può guardare su Fox.
Buona visione!  




giovedì 2 novembre 2023

LA MASTERCLASS DI DAMIEN CHAZELLE AL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA DI TORINO

Oggi vi presento un articolo scritto da Jenny, la ragazza collaboratrice di Gattaracinefila 👇

Era una tranquilla e calda giornata di fine settembre quando il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha annunciato che il regista Damien Chazelle, avrebbe ricevuto il premio Stella della Mole e tenuto una masterclass aperta al pubblico. Com’era intuibile i biglietti per l’incontro (e quelli per la proiezione di “Babylon” introdotta sempre dal cineasta) sono andati sold-out in pochissimi minuti.


Il direttore del Museo Domenico De Gaetano e la critica cinematografica Grazia Paganelli, dopo aver dato spazio ad un video introduttivo che ripercorreva il momento della vincita dell’Oscar per il capolavoro “La La Land” (regista più giovane ad aggiudicarsi la statuetta) e la consegna del premio, hanno dato il via all’attesissima lectio magistralis. 

Per più di un’ora Chazelle ha intrattenuto l’attento parterre raccontandosi attraverso i suoi film senza mai risparmiarsi. Generoso nelle risposte, non ha potuto non iniziare facendo riferimento al suo primo lavoro “Guy and Madeline on a Park Bench”, presentato nel lontano 2009 al Torino Film Festival. Proprio in questa occasione ha capito di potercela fare.
Ha parlato poi del suo amore per la musica, tema ricorrente nei vari film, e di come lui soprattutto da giovanissimo abbia amato il jazz dei primi decenni del ‘900, stili morti già prima che nascesse. In “Whiplash”, tra le altre cose, ha voluto raccontare la difficoltà affrontata dalle persone per passare da semplici appassionati a musicisti professionisti. Damien in quel frangente ha capito che stare dietro la macchina da presa sarebbe stato il suo futuro anche dopo aver incontrato il “suo” Professor Fletcher.
In ordine temporale si è poi arrivati al cult “La La Land”, quello che l’ha consacrato nell’olimpo di Hollywood e fatto conoscere al grande pubblico. Merito del successo di questo film è dovuto sicuramente alle musiche del talentoso Justin Hurwitz, amico di lunga data del regista e fedele collaboratore. Prima di concludere con il già citato “Babylon”, maestoso e travolgente racconto del passaggio dal cinema muto al sonoro, c’è stato anche il momento di analizzare “First man”, sicuramente diverso da tutto il resto. Proprio su questo film, pensando che non fosse nelle sue corde, ha avuto qualche dubbio inizialmente che poi si è sciolto e ha regalato ai suoi sostenitori un’altra pellicola degna di nota anche se forse meno osannata rispetto alle altre.
Se vi ho incuriositi e volete saperne di più potete recuperare l’intera masterclass, ad un prezzo irrisorio, sulla piattaforma InTO Cinema.
In conclusione vorrei ringraziare e fare i complimenti agli organizzatori, un evento magico ed indimenticabile. La serata è trascorsa nel migliore dei modi grazie ancora a Damien Chazelle che si è dimostrato umile, disponibile ed accomodante verso le numerose richieste di autografi, selfie e semplici chiacchiere. Un grande uomo oltre che un artista visionario e necessario che ha regalato ai suoi seguaci (educatissimi e di tutte le età) un momento unico, pregno d’arte e arricchente che rimarrà nel cuore. “Dedicato ai folli e ai sognatori”…












lunedì 7 agosto 2023

"WHAT TIME IS IT?" È TEMPO DI DIVERTIRSI!

Oggi vi presento un articolo scritto da Jenny, la ragazza collaboratrice di Gattaracinefila. Dopo averci fatto conoscere la Walk of Fame milanese, questa volta ci presenta il live show Teenage Dream 👇

Immaginate di cantare le canzoni della vostra infanzia/adolescenza insieme ad altre migliaia di persone, ballare sulle sigle dei cartoni che vi hanno tenuto compagnia per molti anni ed assistere allo show di cantanti e gruppi che hanno dominato la vostra playlist a inizio anni 2000. Impossibile? No, perché grazie a Valentina e al suo team, in Italia è nato (e sta letteralmente spopolando!) un evento chiamato “Teenage dream party”. Già dal nome si può intuire qualcosa ma se non avete mai partecipato ad una delle loro serate è difficile spiegare a parole quello che realmente è (ci proverò comunque). Definirlo concerto sarebbe riduttivo perché si tratta di una vera e propria festa in cui non si sente il distacco tra spettatori e artisti. Tutti sono legati da un entusiasmo contagioso e dalla voglia di fare un salto nei ricordi, anche con un pizzico di commozione ma certi del fatto che hanno vissuto la miglior gioventù possibile. 

Ogni serata dura circa tre ore e al suo interno vengono trasmesse (con tanto di parole proiettate su un grande schermo) le canzoni più popolari delle sit-com anni ’90-2000 ( Friends e Zack e Cody al Grand Hotel, per citarne un paio), dei cartoni animati immortali ( La Sirenetta e Il Re Leone ad esempio) ma anche tutti quei brani che hanno fatto sognare milioni di ragazzine e scalato le classifiche come le hit dei One Direction e i pezzi dell’amatissimo High School Musical. Talvolta vengono anche invitati degli ospiti che oltre a proporre le canzoni che li hanno resi celebri, fanno conoscere al pubblico i loro nuovi lavori. Tra i più acclamati troviamo sicuramente la “divina” Brenda Asnicar e lo showman italiano Jacopo Sarno. 

Oltre a quello indicato, come se non fosse già abbastanza, un’altra nota positiva è che i biglietti per accedere a questo spettacolo senza tempo hanno un costo accessibile a tutti. L’età non è discriminante perché qui nessuno si sente escluso dato che la giovinezza non è una stagione ma uno stato d’animo e cantare a squarciagola senza vergogna è liberatorio. L’euforia del pubblico è contagiosa e anche se qualche canzone non la ricordate proprio o non la conoscete, è impossibile non farsi trascinare e tenere almeno il tempo con le mani in alto, verso il cielo. Il futuro è ancora nostro! 
Ecco le foto e i video del party














lunedì 9 gennaio 2023

VIAGGIO SULLA WALK OF FAME... DI MILANO (ARTICOLO SCRITTO DA JENNY, LA COLLABORATRICE DEL BLOG)

Oggi vi presento un articolo scritto da Jenny, la ragazza amante del cinema e collaboratrice di Gattaracinefila (grazie per avermi proposto questa idea molto interessante!). 😊

Quando si pensa al capoluogo milanese vengono subito in mente i Navigli, il Duomo e le vie della moda ma pochi sanno che è possibile ammirare nel Largo Corsia dei Servi tra Corso Vittorio Emanuele, Piazza San Babila e Piazza Beccaria la “passeggiata delle stelle”. Proprio come a Hollywood ci sono delle lastre con impresse le mani di divi nostrani e d’oltreoceano. Tra i tanti spiccano gli amatissimi Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Sophia Loren e ancora Angela Lansbury, Sylvester Stallone, Luke Perry, Michael Douglas, Sharon Stone, solo per citarne alcuni.


Tutto molto interessante se non fosse per il fatto che questo gioiellino è sconosciuto ai turisti e alla maggior parte dei milanesi! Se vi trovate nella zona il mio consiglio è di fargli una visita ma armatevi di pazienza perché le mappe del cellulare non sono precise in questo caso e se provate a chiedere informazioni udirete in continuazione “mah, è la prima volta che lo sento” oppure “sicura che sia a Milano?” con annessa faccia pensierosa.


Facciamo però un piccolo salto indietro per conoscere la sua storia: merita di essere raccontata e condivisa. La Walk of Fame innanzitutto sorge lì non a caso ma perché tempo fa si trovava la sede di TV SORRISI E CANZONI che ha ideato nel 1971 il “Gran Premio Internazionale Dello Spettacolo” meglio noto come Telegatto, dal 1984 la premiazione è stata trasmessa sulle reti Mediaset fino alla sospensione del 2008. Per questo motivo alcuni ospiti illustri e le celebrità premiate venivano invitate a lasciare l’impronta delle loro mani e l’autografo su un calco che avrebbe poi creato la mattonella dedicata. Dalle date riportate in alto si vede che l’iniziativa è stata portata avanti fino ai primi anni 2000 poi, con il trasferimento del settimanale in un altro palazzo e lo spostamento dell’evento a Roma, la “camminata” è finita nel dimenticatoio o quasi. Stringe il cuore notare la noncuranza di questo spazio, ormai alcuni nomi non si leggono più e sarebbe cosa gradita se venisse valorizzata e almeno conservata. Forse un passaparola potrebbe aiutare a far conoscere questa via anche se sul web, ad esempio con il gruppo Facebook “Salviamo la Walk of Fame di Milano”, qualcuno sta provando a fare qualcosa… 

Buon inizio anno a tutti!

lunedì 17 gennaio 2022

RECENSIONE DELLA SERIE "SCENE DA UN MATRIMONIO" SCRITTA DA JENNY, LA COLLABORATRICE DI GATTARACINEFILA

Oggi vi presento una recensione scritta da Jenny, la collaboratrice del mio blog che ho piacevolmente ritrovato su Instagram (precisamente è stata lei a trovarmi). 

Buon inizio 2022 lettori di Gattaracinefila!

A distanza di qualche anno dalla mia recensione di A Star is born, oggi sono tornata per parlarvi di "Scene da un matrimonio". La serie, remake del film di Ingmar Bergman, è stata presentata in anteprima alla mostra Internazionale D'Arte Cinematografica di Venezia 2021 e trasmessa poi su Sky nelle settimane successive (tranquilli, la potete ancora recuperare su Sky e Now). 


Mira e Jonathan sono una coppia sposata da diversi anni, all'apparenza uniti e senza problemi vivono insieme alla figlia, Ava. Il rapporto che fino a quel momento sembrava idlliaco tra i due, inizia a vacillare quando accettano di farsi intervistare da una giovane studentessa che sta lavorando ad una ricerca.
 

Hagai Levi, regista e sceneggiatore, ci fa fare un viaggio a 360 gradi nella vita matrimoniale di due coniugi come tanti, mostrandoci però il tutto da una prospettiva privilegiata, cioè possiamo vedere le dinamiche tra i due da fuori e farci un'idea nostra ma vi anticipo che non sarà cosa facile! 
La serie è composta da cinque episodi della durata di circa un'ora e in ogni puntata viene raccontato un momento cruciale della vita dei protagonisti. Infatti quando giungiamo alla fine della visione capiamo che sono passati diversi anni rispetto agli avvenimenti narrati nel primo capitolo e i personaggi li troviamo molto più maturi, ma non meno confusi, rispetto all'inizio.


Vi avverto subito, "Scene da un matrimonio", non è una di quelle fiction che vi potete guardare quando avete voglia di farvi due risate perché è tosta, a volte interminabile, schietta ma vi farà stare incollati alla poltrona fino ai titoli di coda. Non posso non fare subito una menzione a Jessica Chastain e Oscar Isaac che hanno completamente sulle loro spalle tutta la serie. Le interpretazioni sono eccellenti (non a caso entrambi sono stati candidati ai Golden Globe) e aiutati da una sceneggiatura ottima (i dialoghi sono così profondi e credibili) hanno dato vita a qualcosa di moderno raccontando e toccando i punti più vulnerabili di una persona e della società, un prodotto brillante insomma che rischiava invece di sortire l'effetto opposto. Tutte le scene vedono lo stesso sfondo, ovvero la casa di Mira e John, e infiniti momenti tra loro due. Ci sono alcuni personaggi secondari ma la loro presenza sullo schermo si riduce a pochissimi minuti. I due attraverso il tempo imparano a conoscersi ma ci mostrano anche la parte più oscura di una relazione, ovvero i litigi, il vomitarsi addosso tutti i pensieri negativi e poi magari pentirsi di quello appena detto o al contrario, rimanere muti perchè non si riesce a dire fino in fondo quello che si vorrebbe, la necessità di provare nuove esperienze, il rinunciare a qualcosa per il bene della famiglia e potrei continuare all'infinito. Anche lo spettatore riesce ad immedesimarsi, spesso si sentirà ingabbiato e soffocato in quelle quattro mura, altre volte invece si renderà conto che quello è l'unico posto al mondo in cui è davvero protetto. O ancora, di frequente patteggerà per lui criticando i comportamenti di lei mentre cinque minuti dopo farà l'esatto opposto! Molto interessante è la scelta di aver fatto vedere una coppia al contrario, mi spiego meglio. Anche se viviamo nell'epoca moderna (almeno sulla carta è così) siamo sempre abituati a vedere il maschio della situazione come uomo in carriera mentre la donna, mamma amorevole con tutta una serie di rinunce alle spalle. Qui la Chastain interpreta una manager che viaggia spesso per il mondo, guadagna più del compagno, è più indipendente e non è molto propensa ad avere altri figli. La sua controparte invece ha un legame molto più profondo con la loro bambina, ha un carattere più pacato e riflessivo e ha qualche problema con il sesso. Detto questo, due persone che si sono amate davvero e hanno condiviso tanto, potranno mai lasciarsi definitivamente? Ho trovato anche molto originale l'escamotage utilizzato per iniziare/terminare ogni episodio, ma lo lascio scoprire e interpretare a voi.
Buona visione!

P.S. l'alchimia tra i due attori è innegabile anche fuori dal set, vi ricordate cos'è successo sul red carpet proprio di Venezia? Molti hanno creduto che fossero una coppia anche nella vita vera.

domenica 28 luglio 2019

RECENSIONE DI "A STAR IS BORN" SCRITTA DA JENNY, LA NUOVA COLLABORATRICE DEL BLOG

Buona domenica a tutti! Oggi vi presento la recensione del film "A Star is Born" scritta da Jenny, una ragazza amante del cinema e da oggi collaboratrice di Gattaracinefila. Conosciamola meglio: "Mi chiamo Jenny, sono una giovane ragazza piemontese con la passione per il cinema e la tv, anche se non disdegno il teatro. Nei film che guardo cerco sempre qualcosa, talvolta un insegnamento, un sorriso, un pianto o semplicemente evadere dalla realtà e “staccare la spina” per qualche ora. I progetti che più mi piacciono sono quelli che mi fanno riflettere, anche nei giorni successivi, su quello che ho visto, e che nel bene o nel male mi hanno lasciato qualcosa dentro.
ECCO LA SUA RECENSIONE
ll film che ho scelto di approfondire è “A Star is Born” (ecco la locandina),
una pellicola che ha riscosso un grande successo sia di pubblico che di critica, in particolare per la presenza di Lady Gaga, protagonista femminile amata da milioni di fan in tutto il mondo per le sue eccezionali doti canore.
La trama del film è già nota ai più dato che si tratta di un remake del musical "È nata una stella", diretto nel 1937 da William A. Wellman: una ragazza semplicissima con una voce fuori dal comune e una scrittura dolce ma diretta, incontra un cantante di fama internazionale sulla via del tramonto, dipendente dall’alcool e visibilmente fragile e depresso. La vita dei due protagonisti cambierà radicalmente quando questi si inizieranno a frequentare. Jack (Bradley Cooper) si accorge dell’incredibile talento di Allie (Lady Gaga) e senza poche difficoltà riuscirà a regalarle il successo (che lui sta perdendo) facendola diventare una tra le più apprezzate cantanti degli Stati Uniti.
La ragazza inizialmente sarà molto titubante della sua nuova carriera, a causa delle ripetute delusioni lavorative avute in passato, ma grazie ad una ritrovata autostima e alla vicinanza di Jack, riuscirà a realizzare il suo sogno. La nuova stella riuscirà anche a sposare il suo mentore ma la loro relazione non avrà vita facile. Purtroppo non ci sarà un happy end, almeno dal punto di vista amoroso, ma nella scena finale vediamo Lady Gaga, con gli occhi lucidi, cantare un pezzo "I'll Never Love Again" dedicato alla sua anima gemella in cui gli dice che lo amerà per sempre e non potrà mai più amare davvero.
Cooper si conferma un brillante attore (e regista), versatile anche dopo il terzo rifacimento (dopo il musical del 1954 ed il musical rock del 1976 con Barbra Streisand), infatti non ha banalizzato la storia, mettendo in risalto le qualità attoriali di Lady Gaga che non ha deluso le aspettative, forse perché in quella storia ci si rispecchiava davvero.
Ottima l'alchimia tra i due protagonisti che abbiamo poi ritrovato anche nella notte degli Oscar 2019 ("A Star is Born" ha ricevuto 8 candidature) dove hanno interpretato con molta intensità la canzone "Shallow" presente nel film, che si è aggiudicata la statuetta come Miglior Canzone Originale.
VOTO 8,5


VOI AVETE VISTO QUESTO FILM? VI È PIACIUTO?