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domenica 18 giugno 2023

RECENSIONE DEL FILM D'ANIMAZIONE "LOVING VINCENT" (2017)

Stasera alle 22:30 sul canale Rai Gulp (numero 42) va in onda il film d'animazione "Loving Vincent".


Nella Francia del 1891, il giovane Armand Roulin riceve dal padre postino l'incarico di recapitare una lettera a Theo van Gogh, in preda ai sensi di colpa per non essere riuscito ad aiutare suo fratello Vincent, che da poco si è tolto la vita. Armand si reca a Parigi, ma non riesce a rintracciare Theo, così intraprende una ricerca che lo porta a incontrare persone e luoghi importanti per Vincent van Gogh, scoprendo a poco a poco lo straordinario talento dell'artista, la sua vita tormentata e decide di far luce sulla sua tragica morte.


"Loving Vincent", basato sulle circa 800 lettere che van Gogh ha scritto o ricevuto e che sono giunte fino a noi, è il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Tutti i fotogrammi sono stati trasformati in autentiche opere d'arte, rielaborando oltre mille dipinti per un totale di più di 65 000 fotogrammi. Un film unico e fuori dagli schemi perché è una idea originale realizzare un film di animazione completamente dipinto con i quadri di Vincent e di altri artisti chiamati a copiare lo stesso stile del pittore olandese, modificandone il rapporto, aggiungendo parti, scambiando il giorno con la notte, il tempo meteorologico e le stagioni. Un'idea geniale che fa di "Loving Vincent" un autentico capolavoro. A dare un prezioso contributo ci sono anche degli attori (Douglas Booth, Jerome Flynn, Saoirse Ronan, Helen McCrory) che corrispondono perfettamente all'aspetto dei corrispettivi personaggi su tela.


"Loving Vincent", candidato come miglior lungometraggio d'animazione agli Oscar 2018, è un omaggio a un pittore la cui vita è stata molto infelice e travagliata, culminata nel più tragico dei modi, probabilmente con il suicidio. Infatti il film inizia come un biopic, con l'aggiunta di immagini realistiche in bianco e nero, e sfocia nel giallo investigativo, con l'ipotesi che van Gogh non morì suicida, una tesi ancora oggi sostenuta da alcuni storici che ipotizzano sia stato ucciso accidentalmente. Un'indagine su una morte misteriosa che coinvolgerà diversi personaggi, come Adeline Ravoux, figlia degli albergatori da cui Vincent pernottava e Margaret, figlia del dottor Gachet che assistette van Gogh, ma che non verrà mai risolta.


Sembra impossibile che van Gogh, autore di Campo di grano con volo di corvi, La camera da letto, Notte stellata sul Rodano e Terrazza del caffè la sera, quadri dalle pennellate vivide e dai colori luminosissimi e brillanti, fosse in realtà oppresso dalla solitudine, indifferente alla gente (venne considerato un genio solo dopo la sua morte) e fragile o forse era solo troppo sensibile. È un film commovente, unico nel suo genere, emozionante, appassionerà non solo gli amanti dell'arte ma tutti i cinefili.

domenica 11 giugno 2023

NEWS + RECENSIONE DELLA SERIE TV POLIZIESCA "THE ROOKIE" CHE SI PUÒ GUARDARE SU NETFLIX

Buona domenica a tutti! Il sito del Termopolio, per cui collaboro, verrà semplificato e ridotto quindi trasferirò le mie recensioni qui sul blog.

Inizio con il presentarvi una serie tv che si può guardare su Netflix "The Rookie" (attualmente potete vedere le prime tre stagioni).


John Nolan, un quarantenne divorziato con un figlio al college, un giorno si ritrova a sventare una rapina in banca. Decide così di lasciare la tranquilla cittadina dove abita per volare a Los Angeles e inseguire il suo sogno: diventare agente di polizia. Ma lui è la recluta più anziana del dipartimento di polizia di Los Angeles e non sarà affatto semplice dimostrare di essere all'altezza dei suo colleghi!

Sentite la nostalgia di Rick Castle, il celebre scrittore di romanzi gialli in cerca di ispirazione che collaborava con la detective Kate Beckett per aiutare le forze dell'ordine a risolvere casi complessi? Ora l'attore Nathan Fillion è ritornato in Tv con la serie poliziesca a tinte commedy "The Rookie", della rete ABC e creata da Alexi Hawley (già produttore di  "Castle", "Body of Proof" e "The Following") e con un ruolo su misura per lui: quello di un quarantenne che decide di dare una svolta alla sua vita per intraprendere la carriera che aveva sempre sognato, quella di poliziotto. Peccato che sia circondato da reclute molto più giovani di lui come Jackson West (Titus Makin Jr) e Lucy Chen (Melissa O’Neil), mentre quelli della sua età sono poliziotti già esperti, come i tre sergenti istruttori, Tim Bradford (Eric Winter), Alyssa Lopez (Angela Diaz), Talia Bishop (Afton Williams) e il Sergente Grey (Richard T. Jones) che non apprezza una recluta dell’età di Nolan.


Il compito delle reclute affiancate dai loro istruttori è pattugliare le pericolose e trafficate strade dell'assolata città di Los Angeles, così veniamo a conoscenza che il loro lavoro non è affatto semplice, tra inseguimenti, ferimenti e il rispetto delle regole. La storia è basata su fatti realmente accaduti, ma se i primi episodi possono risultare troppo leggeri e improntati sulle delle situazioni assurde, poi piano piano vengono anche affrontati casi seri e drammatici e soprattutto veniamo a conoscenza delle storie dei protagonisti. Se amate le serie crime che uniscono casi polizieschi, ironia e azione, non perdete questa serie!


giovedì 11 agosto 2022

RECENSIONE DI "DIABOLIK" (2021) DIRETTO DA MANETTI BROS.

Stasera vi presento la recensione di "Diabolik" diretto dai Manetti Bros. (i registi di "L'ispettore Coliandro").


Il film è ambientato negli anni '60 ed è ispirato al terzo numero della serie a fumetti delle sorelle Angela e Luciana Giussani. Il ladro Diabolik vuole impadronirsi di un prezioso gioiello, il Diamante Rosa, che appartiene a Lady Eva Kant. "Diabolik" ha diviso la critica, c'è chi l'ha apprezzato e chi l'ha bocciato. A me è piaciuto perché è molto attinente ai fumetti (Diabolik guida una Jaguar, si difende usando un pugnale e si maschera per confondersi in mezzo alla gente e rubare), è curato nei minimi dettagli, dalle location italiane che ricreano Clerville e Ghenf, ai costumi, fino alla colonna sonora, dove sono presenti anche due canzoni di Manuel Agnelli (tra cui "La profondità degli abissi", che ha vinto il David di Donatello per la miglior canzone originale) e gli attori sono perfetti nei loro ruoli.


Infatti Eva, interpretata da Miriam Leone, è molto somigliante alla versione a fumetti, la sua l'interpretazione è convincente, mentre Luca Marinelli riesce a conferire al suo Diabolik la giusta freddezza.
 

Bravi anche Valerio Mastandrea nel ruolo dell'ispettore Ginko,
 

Serena Rossi che interpreta Elizabeth, l'ingenua ex fidanzata di Diabolik e Alessandro Roja nei panni di un corteggiatore di Eva. La storia poi è raccontata nei minimi particolari e si accenna anche al passato di Eva, di cui io non ero a conoscenza. L'unico difetto, se così vogliamo chiamarlo, è la recitazione impostata degli attori, in stile anni '60. Comunque i Manetti Bros. hanno fatto davvero un buon lavoro! 


Recentemente è uscito il trailer del sequel "Diabolik 2 – Ginko all'attacco!" che uscirà al cinema il 17 novembre 2022.


Diabolik questa volta è interpretato da Giacomo Gianniotti e nel cast c'è Monica Bellucci. Cliccate QUI per guardare il trailer.

mercoledì 29 dicembre 2021

QUANDO SISSI INCONTRA BRIDGERTON E 50 SFUMATURE DI GRIGIO: RECENSIONE DELLA PRIMA PUNTATA DELLA SERIE "SISSI" (2021)

Rimuovete dalla vostra mente la romantica e innocente Sissi interpretata dall'iconica Romy Schneider. La nuova Sissi, protagonista della serie omonima andata in onda ieri sera su Canale 5 con la prima puntata (sono sei episodi), è libera, vivace e fin troppo smaliziata.


Nella prima scena Sissi (Dominique Devenport) si dà piacere nella sua cameretta come Elisa nella scena d'apertura del film "La forma dell'acqua" di Guillermo Del Toro, ma Helene, sua sorella, interrompe il momento. Le due continuano il discorso hot a tavola e per non venire scoperte usano come metafora delle trote! In seguito la madre obbliga Sissi a seguire sua sorella Helene a Ischl, dove è previsto l'annuncio del suo fidanzamento con l'imperatore Franz (Jannik Schümann). Ma Franz rimane colpito da Sissi che a sua volta ricambia. Dopo una lite con la famiglia di lui, Sissi scappa a cavallo nella foresta. Franz la insegue e durante la discussione, con uno strattone, le lacera il vestito come hanno fatto le sorellastre con l'abito da ballo di Cenerentola (dovrebbe essere un vestito di buona fattura, invece a quanto pare è fatto di carta velina). Ma la scena più assurda è quando Sissi, dopo essersi fidanzata con Franz, sceglie come dama di compagnia Fanny, la prostituta con cui Franz ha passato la notte in un postribolo. Il motivo? Vuole avere delle lezioni di seduzione. Fanny quindi porta a palazzo dei sex toys e ne spaccia uno per un arricciacapelli (in stile "La Sirenetta"). Per concludere il tutto Helene regala a Sissi delle carte da gioco con le posizioni del kamasutra. Io mi aspettavo una serie in stile "Victoria" invece è la versione tedesca di "Bridgerton". È molto romanzata, le vicende storiche non sono in primo piano ed è un po' trash, però i costumi sono molto belli e la fotografia è magnifica.
 

Se cercate attinenza con i precedenti film di "Sissi" evitate questa miniserie, se volete farvi due risate di fronte a tutte queste esagerazioni ed incongruenze per l'epoca, provate a guardare questa versione un po' audace.

AVETE GUARDATO QUESTA PRIMA PUNTATA?

domenica 12 dicembre 2021

RECENSIONE DEL FILM "CRY MACHO" DIRETTO E CON PROTAGONISTA CLINT EASTWOOD

Sabato scorso sono andata al cinema (dopo anni!!) a vedere "Cry Macho", il trentanovesimo film diretto da Clint Eastwood.


La realizzazione di questa pellicola è stata molto travagliata: N. Richard Nash scrisse una sceneggiatura intitolata "Macho", ma la 20th Century Fox la rifiutò due volte. Allora Nash trasformò la sceneggiatura in un romanzo dal titolo "Cry Macho", pubblicato 1975. Dopo le critiche positive ricevute dal romanzo, Nash insistette per realizzare la sceneggiatura e molti attori erano candidati al ruolo da protagonista (tra cui proprio Clint che rifiutò per interpretare l'ispettore Callaghan). Il progetto però non venne mai realizzato. Molti anni dopo, nel 2020, proprio Clint decide di dirigere questo film, interpretando anche il protagonista. In "Cry Macho" il novantunenne Clint non dimostra affatto la sua età ed è sempre agile, infatti il co-protagonista del film gli dice: "Sei molto veloce per essere un vecchio." L'attore interpreta Mike Milo un anziano cowboy ed ex campione di rodeo (si è rotto la schiena a causa di una caduta), che accetta di fare un favore al suo amico ed ex datore di lavoro Howard (Dwight Yoakam): riportare a casa in Texas dal Messico suo figlio Rafo (il bravo Eduardo Minett), cresciuto in strada e maltrattato dalla madre alcolizzata. Il ragazzino di tredici anni non ha più fiducia di nessuno e il suo unico amico è un gallo da combattimento di colore nero con la cresta rossa di nome Macho, la vera rivelazione del film.


Mike rintraccia i due e non con poca difficoltà riuscirà a convincere Rafo a tornare a casa. Durante il tragitto saranno inseguiti dagli scagnozzi della mamma del ragazzino e durante la sosta obbligata in un paesino, Mike insegnerà a Rafo a cavalcare, domare i cavalli, a riconoscere le persone che valgono e che il machismo è sopravvalutato, mentre il ragazzino, a sua volta, salverà Mike dai suoi problemi di alcolismo e lo aiuterà a superare la perdita della moglie e del figlio. L'ambientazione, i costumi e i cavalli richiamano il genere western, per il resto il film coniuga il dramma e la commedia (ci sono diverse battute, la migliore è quando Mike si definisce Dottor Dolittle perché i messicani gli portano i loro animali bisognosi di cure) con il racconto di formazione e con una bella storia d’amore tra Mike e una tosta vedova messicana di nome Marta (Natalia Traven).
 

La storia è semplice, lineare e il lieto fine assicurato, è un film che mette di buonumore. Nella prima settimana di proiezione "Cry Macho" ha raggiunto il secondo posto al box office e attualmente è al quarto posto. Non è il miglior film di Eastwood, ma merita la visione.

VOTO 7  

Voi l'avete visto? 

lunedì 20 settembre 2021

RECENSIONE DEL CARTONE ANIMATO CHE SI PUÒ GUARDARE SU NETFLIX "I RACCONTI DI PARVANA", BASATO SULLA STORIA DI UNA RAGAZZINA DURANTE LA GUERRA IN AFGHANISTAN

Sabato sera, mentre fuori pioveva a dirotto, ho guardato su Rai Gulp "I racconti di Parvana", cartone animato conosciuto anche come "Sotto il burqa", candidato all’Oscar 2018, coprodotto da Angelina Jolie e basato sul romanzo omonimo di Deborah Ellis.


A Kabul, in Afghanistan l'undicenne Parvana e suo padre Nurullah, un ex insegnante, per guadagnare qualche soldo vendono in strada i loro pochi averi. L'uomo racconta spesso delle favole alla figlia, tra cui la storia dell'Afghanistan, finché un suo ex allievo lo denuncia come traditore perché tiene in casa dei libri proibiti che usa per insegnare a leggere e scrivere alle figlie. Nurullah viene così arrestato e costretto a lasciare sua moglie Fatteema e gli altri figli, Soraya e Zaki. Le donne afghane non possono uscire di casa senza un uomo al loro fianco, allora Parvana decide di tagliarsi i lunghi capelli neri e di indossare abiti maschili per poter comprare del cibo, lavorare, mantenere la sua famiglia e tentare di scarcerare suo padre. L'aiuterà Shauzia, una ex compagna di scuola che proprio come lei si finge un ragazzo,


Razaq, un soldato talebano generoso, e la sua grande immaginazione, che la conforterà nei momenti bui grazie alla storia di Sulayman, il cui destino è salvare il suo villaggio dal malvagio Re Elefante (ho apprezzato molto la contrapposizione tra la rappresentazione dell'Afghanistan, immerso nei colori caldi del deserto, e il mondo fiabesco coloratissimo).


Il cartone animato "I racconti di Parvana - The Breadwinner" è un film del 2017, ma più che mai attuale. Infatti l'Afghanistan recentemente è tornato ad essere governato dai talebani, i quali scatenano violenze e prevaricazioni nei confronti della popolazione e soprattutto delle donne, costrette a indossare il burqa, a non uscire fuori di casa e a rinunciare ai loro diritti, che avevano lentamente conquistato negli anni passati (come il diritto allo studio e ad una maggiore libertà).


"I racconti di Parvana" è una storia molto commovente, toccante, che mostra tutte le difficoltà di vivere sotto il regime dei talebani. Parvana e sua madre però non perderanno mai la speranza e il coraggio e alla fine i loro sforzi verranno ricompensati, anche se il finale è un po' in sospeso (Soraya, invece, la sorella maggiore, non reagisce neanche alla fine ed è un personaggio un po' inutile).
Consigliato agli adolescenti dai 12 anni in su e agli adulti.
Il film si può guardare su Netflix
VOTO 7,5

venerdì 16 luglio 2021

RECENSIONE DEL FILM FANTASY "LA CASA DEI BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE" DIRETTO DA TIM BURTON

A fine giugno ho guardato "La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" diretto da Tim Burton, film fantasy del 2016 che si può guardare su Disney + e tratto dal romanzo La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine del 2011 scritto da Ransom Riggs.


Il protagonista è il giovane Jake (Asa Butterfield). Una notte il ragazzino trova suo nonno Abe in fin di vita, senza occhi e prima di morire l'uomo prega il nipote di andare all'anello del 3 settembre 1943 dove "l'uccello" gli spiegherà ogni cosa. Dopo aver ricevuto un vecchio libro con una cartolina dal Galles destinata ad Abe e firmata da Miss Peregrine, la direttrice della Casa dei Bambini Speciali che ospitò suo nonno durante la guerra (lui è l'unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi), Jake si mette in viaggio per il Galles. Qui scopre che Miss Peregrine nasconde veramente gli orfanelli, tutti dotati di poteri speciali, in un loop temporale di 24 ore per proteggerli da Barren (Samuel L. Jackson) e dai Vacui che vogliono impossessarsi dei loro occhi per diventare immortali.


"Miss Peregrine" non è all'altezza dei precedenti film di Burton, però non manca lo stile gotico/dark che caratterizza i suoi lavori e la fotografia suggestiva. I ragazzini speciali (tra cui Emma che è più leggera dell'aria, il ragazzo invisibile Millard, due gemelli che hanno il potere di pietrificare, Horace che prevede il futuro, Olive che doma il fuoco, Enoch e la stessa Miss Peregrine che si trasforma in falco e manipola il tempo) ricordano i mutanti di "X-Men" o il protagonista Michele del film "Il ragazzo invisibile" di Salvatores e la mia preferita è Emma, che necessita di scarpe di piombo per non volare via.


Bravi tutti gli attori, peccato per Judi Dench che compare in poche scene, il suo personaggio Miss Avocet avrebbe meritato più spazio e una fine migliore! A parte qualche salto temporale che genera confusione nella seconda parte (però ho apprezzato la battaglia con gli scheletri e i ragazzi speciali che lottano contro Barren utilizzando i loro poteri), il film è coinvolgente e lo consiglio a chi ama i fantasy. A voi è piaciuto questo film?

VOTO 7 +

mercoledì 2 giugno 2021

RECENSIONE DEL FILM DISNEY PIXAR "SOUL" 🐱 🎹 🎶

Dopo un mese di assenza torno sul blog! Ultimamente tra scrivere il libro, pubblicare contenuti su Instagram (storie e post a tema cinematografico, tra cui quiz e consigli su cosa guardare in tv) e ovviamente vivere la mia vita offline, ho avuto poco tempo per scrivere recensioni. Oggi però vi presento la recensione di "Soul", il capolavoro Disney Pixar diretto da Pete Docter, già regista di "Up" e "Inside Out", che ha vinto l'Oscar come Miglior film d'animazione.


Joe Gardner (doppiato da Neri Marcorè) è un insegnante di musica delle scuole medie, insoddisfatto della vita e del suo lavoro. Infatti lui sogna di diventare un musicista jazz, mentre la madre lo vorrebbe con un lavoro a tempo indeterminato. Un giorno fa un provino per entrare nella band della leggenda del jazz Dorothea Williams ed ottiene il lavoro che tanto sognava. Ma per l'euforia cade in un tombino e finisce tra la vita e la morte. Joe si ritrova all'Antemondo, il luogo dove le anime dei nascituri vengono plasmate nella personalità e formate a trovare una loro passione. Joe viene scambiato per un mentore e gli viene assegnata 22 (doppiata da Paola Cortellesi), un'anima che non vuole vivere perché non riesce a trovare la sua "scintilla" e quindi ad ottenere il pass per la Terra.


I due stringono un accordo: Joe aiuterà 22, mentre lui userà il pass per tornare sulla Terra, ma non sarà così semplice perché i due finiscono in corpi diversi.

"Soul" è un film riflessivo, emozionante e complesso, che affronta tematiche quasi filosofiche come il senso della vita, la ricerca dell'ispirazione per vivere, della “scintilla” che però non è lo scopo della vita (il concetto è più ampio e non ve lo svelo), l'importanza delle piccole gioie quotidiane (come ad esempio mangiare la pizza),


il lato negativo delle passioni che possono diventare ossessioni e la depressione. Gli adulti lo apprezzeranno (a me è piaciuto molto), invece i bambini piccoli non lo comprenderanno (è consigliato dai 10 anni in su), ma si divertiranno grazie ad alcuni simpatici personaggi, su tutti il gattone Mr. Muffola, protagonista di alcune gang.


Altri pregi del film sono la colonna sonora del celebre pianista Stefano Bollani e i disegni curatissimi realizzati in computer grafica. 
"Soul" si può guardare su Disney Plus.
VOTO 8

martedì 30 marzo 2021

RECENSIONE DELLA PRIMA PUNTATA DI "LEONARDO"

Martedì 23 marzo su Rai 1 sono andati in onda i primi due episodi dell’attesissima serie evento Rai "Leonardo", creata da Frank Spotnitz e Steve Thompson, già ideatori de "I Medici", prodotta da Lux Vide ed incentrata sulla vita e sulle opere del tormentato genio toscano Leonardo da Vinci.


A inizio del 1500 il già famoso Leonardo da Vinci (Aidan Turner, che è stato il protagonista di "Poldark") viene accusato dell’omicidio della sua amica Caterina da Cremona (Matilda De Angelis, star di "The Undoing") e in carcere viene interrogato da Stefano Giraldi (Freddie Highmore di "Good Doctor") investigatore del Podestà di Milano, a cui inizia a raccontare la sua vita attraverso dei flashback, partendo dal primo incontro con Caterina nella bottega del Maestro Andrea Verrocchio (Adriano Giannini).


La storia è molto coinvolgente e trae ispirazione da fonti e fatti storici, ma in parte è anche romanzata, è appunto una fiction non un documentario e lo scopo è intrattenere lo spettatore, non impartire una lezione di storia. Tra gli episodi inventati spicca soprattutto la storia "un po' esagerata" della maledizione di Leonardo. Infatti l'uomo racconta a Caterina il suo primo ricordo di infanzia, cioè un rapace che si posa sulla sua culla facendolo piangere. Sua mamma allora lo porta dalla maga del villaggio che le dice di abbandonarlo prima che tutto il villaggio sia dannato e la madre ovviamente lo abbandona! Da quel momento Leonardo è convinto di essere maledetto e di fare del male a chi lo circonda e l'attore Aidan Turner, che lo interpreta, riesce a trasmettere perfettamente la sua insicurezza e fragilità. Per quanto riguarda Caterina da Cremona, si tratta di un personaggio ispirato alla modella che ha posato per il quadro andato perduto "Leda col cigno".


Anche il suo personaggio è ben interpretato e caratterizzato, anche se un po' troppo emancipato per il 1400 (ad esempio Caterina invita con disinvoltura Leonardo a casa sua). Anche i dialoghi sono "moderni" e poco adatti all'epoca rinascimentale. Vera, invece, l'accusa di sodomia (Leonardo viene denunciato, arrestato e processato per aver passato la notte con Jacopo Saltarelli, orafo e modello diciassettenne) e veritiere, molto interessanti e ben descritte le analisi delle opere create da Leonardo da Vinci, artista sempre alla ricerca della perfezione (nei primi due episodi realizza il Ritratto di Ginevra de Benci e L’Adorazione dei Magi).


Altri pregi della serie sono le scenografie, i costumi e la fotografia, le ambientazioni, invece, sono in parte realizzate con la computer grafica, dato che la serie è stata girata solo a Formello, vicino Roma, a causa della pandemia di Covid. La prossima puntata va in onda stasera 30 marzo, sempre su Rai 1 alle 21:25. A VOI PIACE QUESTA SERIE?

domenica 21 marzo 2021

RECENSIONE DEL FILM PREMIO OSCAR "GREEN BOOK" CHE SI PUÒ GUARDARE SU RAI PLAY

Mercoledì ho guardato in tv "Green Book" film di Peter Farrelly, che ha vinto 3 Premi Oscar molto meritati (Miglior film, Miglior attore non protagonista a Mahershala Ali e Migliore sceneggiatura originale) e tratto da una storia vera, quella di Tony Vallelonga, padre di Nick, uno degli sceneggiatori del film.


Negli Anni 60, l'italoamericano Tony Lip (Viggo Mortensen), dopo aver perso il lavoro come buttafuori, accetta di accompagnare il pianista afroamericano Don Shirley (Mahershala Ali) in un tour nel Sud degli Stati Uniti, dove dilaga il razzismo, seguendo una guida speciale (il Green Book appunto) dove sono segnati tutti i luoghi pubblici privati e vengono accettate le persone di colore. Infatti Don Shirley può suonare il piano nelle case e nei teatri dei "bianchi" che lo pagano perché è bravo e famoso, ma non può frequentare i ristoranti, i bagni e i negozi dei "bianchi" (veramente assurdo!). Emblematica la frase: "Sì Tony io vivo in un castello da solo e i ricchi bianchi pagano per sentirmi suonare e sentirsi colti, ma appena scendo dal palco torno ad essere solo un altro negro. Perché è questa la loro vera cultura e soffro da solo perché la mia gente non mi accetta. Perché non sono nemmeno come loro. Quindi se non sono abbastanza nero, ne' abbastanza bianco, ne' abbastanza uomo, dimmi allora Tony, che cosa sono?" 
Tony e Shirley inizialmente si detestano perché il musicista è colto e non ama la volgarità, mentre l'autista è piuttosto rozzo e ha dei pregiudizi nei suoi confronti, poi i due diventeranno grandi amici e si scopriranno piuttosto simili. I due attori protagonisti sono straordinari e la storia fa riflettere, è ancora attuale (purtroppo!) ma allo stesso tempo è ricca di humor e battute. La mia scena preferita del film (è troppo divertente!) è quando, durante la tappa del tour nel Kentucky, Tony convince un reticente Don Shirley a mangiare con le mani il pollo fritto (secondo il musicista non è igienico e poi fa le briciole 🤣).


Se amate le storie vere e quelle basate su un'amicizia improbabile, non perdete "Green Book"! Si può recuperare su Rai Play!

VOTO 8

venerdì 12 marzo 2021

RECENSIONE DEL FILM THRILLER "L'UOMO SUL TRENO" 🚉 CHE VA IN ONDA STASERA SU RAI 4 ALLE 21:20

Stasera su Rai 4 (canale 21) alle 21:20 va in onda il film thriller e d'azione "L'uomo sul treno" (The Commuter), diretto da Jaume Collet-Serra e con protagonisti Liam Neeson, Patrick Wilson e Vera Farmiga. 


Michael MacCauley (Liam Neeson) è un ex poliziotto e ora un assicuratore pendolare che tutti i giorni prende il treno per recarsi al lavoro a Manhattan. Un giorno viene licenziato e sul treno che lo riporta a casa viene avvicinato da una donna, Joanna (Vera Farmiga), che gli propone una sfida: trovare un passeggero che non dovrebbe trovarsi sul treno, la cui esistenza mette in pericolo quella di tutti gli altri.


Inoltre il passaggero ha con sé una borsa con dentro un oggetto rubato: se Michael riuscirà a riconoscerlo e a infilare nel bagaglio il GPS prima che scenda alla stazione di Cold Spring, otterrà una ricompensa di 100.000 dollari. Michael inizialmente è convinto che si tratti di uno scherzo, ma quando scopre che la sua famiglia è in pericolo, accetterà l'incarico. Questo film si può dividere benissimo in due parti: la prima è un thriller psicologico molto coinvolgente che tiene con il fiato sospeso perché tutti i passeggeri sembrano sospettati (io l'ho trovata anche un po' illogica: perché Joanna coinvolge proprio Michael e non qualche altro passeggero? Poi verso la fine ho capito il motivo e per tutti i telespettatori sarà una vera sorpresa!), la seconda parte, invece, è ricca d'azione, complice anche il lungo ed esagerato deragliamento del treno (il film comunque finisce bene!). Per quanto riguarda il cast, Liam Neeson è perfetto nella parte dell'eroe di film action (ha già interpretato questo ruolo in diversi film tra gli altri "Unknown – Senza identità" e "Non-Stop" proprio diretti da Collet-Serra).


Bravi anche Patrick Wilson e l'enigmatica Vera Farmiga. Consigliato se amate i colpi di scena e i film ad alta tensione!

VOTO 7

sabato 30 gennaio 2021

RECENSIONE DEL MUSICAL 🎵 "THE GREATEST SHOWMAN" CON HUGH JACKMAN E ZAC EFRON

Il film più bello che ho visto nel mese di gennaio è stato il musical "The Greatest Showman" 😍😍, che va in onda in replica domani sera su Rai Movie alle 21:10.


Oggi vi presento la recensione! Il film racconta la storia romanzata di Phineas T. Barnum (Hugh Jackman), celebre impresario circense che inventò il "The Greatest Show on Earth" (Il più grande spettacolo del mondo), il primo circo americano formato da un enorme palco a tre piste e con ben quattro palcoscenici. Phineas, figlio di un povero sarto nell’America dell’Ottocento, è innamorato di Charity (interpretata poi da adulta da Michelle Williams), ma i ricchi genitori di lei non lo accettano. I due però rimangono sempre in contatto e diventati adulti, scappano a New York, dove si sposano e hanno due bambine. Lui trova lavoro come impiegato, la loro vita è umile ma Charity è comunque felice, Phineas, invece, desidera dare una vita migliore alla moglie e alle figlie.
 

Così dopo essere stato licenziato, effettua un grande investimento per acquistare il "Barnum's America Museum" e successivamente va alla ricerca di persone diverse, emarginate dalla società perché hanno malformazioni/anomalie fisiche per farle esibire nel suo show. Nell'impresa lo aiuterà il drammaturgo Philip Carlyle (Zac Efron). Nasce così il celebre Barnum Circus, con trapezisti di colore, nani, giganti, donne barbute, che riscuoterà un grande successo.


Ovviamente però non mancheranno le critiche (nella realtà Barnum venne accusato di essersi arricchito sfruttando quei personaggi, nel film invece viene rappresentato come un visionario che ha realizzato i suoi sogni). La prima cosa che mi colpito di questo sfavillante musical è la meravigliosa colonna sonora di Justin Paul e Benj Pasek, vincitori del Premio Oscar per la Miglior Canzone Originale per La La Land. Le mie canzoni preferite sono "A Million Dreams" che racconta la crescita di Phineas e Charity e il coraggio di inseguire i sogni insieme alla persona amata (mi sono accorta poi che è la colonna sonora della pubblicità dei Pan di stelle! 🤣). Poi ho adorato "The Greatest Show" la canzone con cui inizia e finisce il film, "This is me" basata sull'accettazione di se stessi e delle proprie diversità e "Rewrite the stars" con la bellissima coppia Efron/Zendaya che volteggia sul trapezio (qui Philip cerca di convincere Anne, di cui è innamorato, che il loro destino è stare insieme, nonostante le loro differenze, infatti lei è afroamericana).
 

Bravissimi, belli e molto intonati gli attori da Hugh Jackman a Zac Efron, diventato famoso nel ruolo di Troy Bolton nella trilogia di High School Musical, fino a Zendaya, che sa cantare, ballare e recitare. Rivelazione del film l'attrice e cantante di musical a Broadway Keala Settle, ha una voce magnifica! Ho apprezzato anche l'allegria dell'atmosfera circense (questo film ti mette di buonumore!), i colori, lo sfarzo delle scenografie e i messaggi: essere diversi è bello perché ci rende unici, dobbiamo apprezzare gli altri per quello che sono senza pregiudizi e la vera ricchezza non sono i soldi e il successo ma le persone che ci vogliono bene. VOTO 9

martedì 26 gennaio 2021

RECENSIONE DELLA SERIE TV SULLA MODA "MADE IN ITALY" 👠👗 CHE CELEBRA I GRANDI STILISTI ITALIANI

Dopo più di un anno d'attesa (era andata in onda su Prime Video nel settembre del 2019) dal 13 gennaio ogni mercoledì su Canale 5 è in onda la serie "Made in Italy" (formata da quattro puntate), prodotta da Taodue e The Family, che racconta la nascita della moda prêt-à-porter italiana a Milano negli anni 70, celebrando i grandi stilisti italiani.


Protagonista della serie è Irene Mastrangelo (interpretata da Greta Ferro), ventitreenne figlia di immigrati dal Sud, che frequenta la facoltà di Storia dell’arte all’Università, ma arrivata all’ultimo esame dopo una lite con il professore, rifiuta il voto che le avrebbe permesso la laurea e per mantenersi, questa volta senza l'aiuto dei genitori, risponde ad un annuncio di lavoro nella rivista di moda Appeal. La direttrice è la severa Rita Pasini, interpretata da Margherita Buy, un personaggio ispirato ad Adriana Mulassano, storica firma del Corriere della Sera, ma per quanto riguarda il taglio di capelli e il carattere ricorda soprattutto Miranda Priestley del film "Il Diavolo veste Prada". Nella rivista di moda lavorano anche il grafico omosessuale Filippo (Maurizio Lastrico), il fotografo playboy John Sassi (Marco Bocci), che si finge americano per conquistare le donne, e la moderna Monica (Fiammetta Cicogna), che diventerà amica di Irene. 


Dopo alcuni lavori da tuttofare (riordinare un archivio polveroso e tagliare dei titoli dalle riviste), Irene s'innamorerà della moda e diventerà una brava giornalista capace di intervistare i più grandi nomi del Made in Italy. Infatti ogni stilista viene introdotto con delle foto di repertorio e con una voce fuori campo che presenta le loro collezioni e il perché sono diventati famosi e nei primi due episodi Irene conoscerà Walter Albini, l'inventore del total look, degli abiti unisex e del pret-à-porter, Gianfranco Ferrè che per Albini ha disegnato accessori e gioielli e Krizia (Mariuccia Mandelli), una delle stilisti milanesi più celebri, creatrice della moda animalier nata per esorcizzare la paura degli animali. Negli episodi tre e quattro, invece, Irene incontrerà a Sumirago i coniugi Missoni (interpretati da Enrico Lo Verso e Claudia Pandolfi), famosi per i loro maglioni e per lo stile put-together, una libera sovrapposizione di punti e fantasie


e successivamente realizzerà un servizio fotografico nel deserto del Marocco con le creazioni di Raffaella Curiel, famosa per i capi Haute Couture. 
La trama della serie si dipana sullo sfondo degli anni 70 tra lotte studentesche ed emancipazione femminile che colpisce in prima persona Irene, la cui ambizione non è fare la moglie e la madre ma realizzarsi nel lavoro. La ricostruzione storica è accurata, i costumi d'epoca sono affascinanti e appartengono veramente alle maison Albini, Krizia, Missoni, Curiel, Fiorucci, Valentino. ​
Bravi gli attori, su tutti l'emergente Greta Ferro, modella comparsa nel 2018 nel cortometraggio per Armani "Una giacca" e volto della linea beauty sempre della campagna di Emporio Armani. A parte qualche cliché, la serie è innovativa, una ventata di freschezza e leggerezza nel panorama televisivo italiano in cui "regnano" le fiction poliziesche. Nella puntata di domani gli stilisti protagonisti saranno Giorgio Armani (Raoul Bova) che presenterà una collezione a suo nome


e Valentino.
VOI SEGUITE LA SERIE TV "MADE IN ITALY"?

venerdì 8 gennaio 2021

ALVIN SUPERSTAR, I CHIMPKUNK E LE CHIPETTES 🐿 + RECENSIONE DEI FILM "ALVIN SUPERSTAR 3 - SI SALVI CHI PUÒ" E "ALVIN SUPERSTAR- NESSUNO CI PUÒ FERMARE"

Conoscete i Chipmunk? Nella realtà è uno scoiattolo Nord Americano, ma sono anche i personaggi immaginari di "Alvin and the Chipmunks" un gruppo musicale creato da Ross Bagdasarian nel 1958, formato da tre scoiattoli antropomorfi e canterini (io li avevo scambiati per dei criceti 🤣), che incisero dischi musicali (le canzoni vennero doppiate dallo stesso Bagdasarian, prima registrate su audiocassette e poi riprodotte a velocità aumentata per renderle più acute). Inoltre il trio divenne protagonista di varie serie televisive animate e film. Il leader del gruppo è ancora oggi Alvin che è il più vivace, poi c'è Simon, quello più intelligente e Theodore, il più piccolo e goloso del gruppo. Con la morte di Bagdasarian nel 1972, fu il figlio Ross Jr. a doppiare il trio e a realizzare una nuova serie animata televisiva "Alvin rock'n'roll" dove comparvero anche le Chipettes, una band di scoiattoli femmina formata da Brittany, Jeanette ed Eleanor. Oggi i Chipmunk hanno ancora molto successo grazie alla saga cinematografica di "Alvin Superstar" iniziata nel 2007,


proseguita con "Alvin Superstar 2"  (dove compaiono le Chipettes)


"Alvin Superstar 3 - Si salvi chi può!" (2011) ed infine "Alvin Superstar - Nessuno ci può fermare" (2015). Per le feste natalizie ho guardato questi ultimi due film (in passato avevo visto i primi 🎬). Il terzo capitolo delle avventure di Alvin è praticamente un mix tra "Cast Away" e "Lost" in stile "scoiattolesco".

Infatti Dave, i Chipmunk e le Chipette sono in viaggio sulla lussuosa nave da crociera Carnival Dream, diretti verso gli International Music Awards, ma un giorno Alvin perde il controllo del suo aquilone facendo volare lui e gli amici fuori dal ponte, in mare, finendo su un'isola tropicale. In questo film i protagonisti assoluti sono proprio i sei scoiattolini (maschi e femmine) che dovranno cercare di sopravvivere come naufraghi, in attesa di essere salvati dal loro manager Dave. Il film è carino ma ascoltare per un'ora e mezza le loro voci accellerate, squillanti e a volte sovrapposte non è stato molto semplice (mi hanno ricordato molto le voci dei Topolini di Cenerentola! 🤣) e la storia è troppo scontata. VOTO 6
Nel quarto film, invece, Dave ha una nuova fidanzata di nome Samantha (Kimberly Williams-Paisley). La donna ha un figlio un po' antipatico di nome Miles (Josh Green) che bullizza i tre scoiattoli canterini. Quando Dave organizza un viaggio di lavoro a Miami con la fidanzata, portandosi dietro l'anello di fidanzamento, Alvin, Simon e Theodore, credendo che l'uomo voglia fare la proposta di matrimonio a Samantha, si imbarcano in un viaggio attraverso gli Stati Uniti per fermarlo insieme a Miles. Il gruppo però è inseguito da un poliziotto in cerca di vendetta contro i Chipmunks.

Le Chipettes, intanto, fanno le giudici ad American Idols. Quest'ultimo capitolo è sicuramente migliore del terzo film, la storia è più movimentata, divertente, ci sono delle belle canzoni. VOTO 6,5
VOI CONOSCEVATE I CHIPMUNK? AVETE VISTO I FILM CON ALVIN? 

venerdì 1 gennaio 2021

BUON ANNO A TUTTI 🎉 + RECENSIONE DI "ROMEO E JULIET" (2013) CON DOUGLAS BOOTH, HAILEE STEINFELD, ED WESTWICK E GIRATO A MANTOVA

Innanzitutto Buon Anno a tutti! 🎉🎆 Per le Feste ho guardato diversi film e in questi giorni vi presento le recensioni! Iniziamo con "Romeo and Juliet" diretto da Carlo Carlei e adattato da Julian Fellowes dell’acclamata serie tv "Downton Abbey".


Non sono appassionata dell'opera "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare, anche se è una delle più celebri della letteratura inglese, però questo adattamento cinematografico del 2013 è stato girato nella mia città, Mantova, quindi ho deciso di dargli un'occhiata. La storia ormai la conosciamo tutti: nel Rinascimento, a Verona, due nobili famiglie, quella dei Montecchi e quella dei Capuleti, si odiano profondamente da decenni, sfidandosi a duello contro il volere del Principe di Verona (Stellan Skarsgard). Romeo (Douglas Booth), erede dei Montecchi, non è in guerra con i Capuleti, lui pensa solo a Rosalina (Nathalie Rapti Gomez), nipote di Lord Capuleti, mentre Giulietta (Hailee Steinfeld) è promessa sposa al ricco Paride (Tom Wisdom). Quando Lord e Lady Capuleti organizzano una festa in maschera per presentare la figlia a Paride, Romeo s'imbuca con il suo amico Benvolio per conquistare Rosalina, ma incontra Giulietta e si dimentica completamente dell'altra ragazza.


Tra i due giovani avviene un colpo di fulmine e successivamente decidono di fare un colpo di testa: dopo una promessa d’amore prendono la decisione di sposarsi convinti che l’unione annienterà l’odio tra le famiglie. In realtà la tragedia è dietro l'angolo. Come si fa a sposare qualcuno dopo neanche due giorni??? Comunque non è stata la storia a farmi storcere il naso, ma gli attori che recitano per filo e per segno il testo originale di Shakespeare (mi sembrava di essere tornata a scuola quando studiavo "Romeo e Giulietta" durante le lezioni di inglese). Mi aspettavo un linguaggio profondo come l'opera originale, ma più moderno. Promossi, invece, gli attori che sono belli e bravi: Ed Westwick, che dopo Chuck Bass di "Gossip Girl", interpreta l'irascibile Tebaldo,


e i due protagonisti Hailee Steinfeld (la ragazzina con le trecce del western "Il Grinta") e Douglas Booth.


Bravo anche Paul Giamatti (Frate Lorenzo) e bellissimi i costumi d'epoca rinascimentale. Però ciò non basta per salvare il film che è poco coinvolgente (non c'è nessun colpo di scena) e abbastanza noioso. Consigliato se state studiando il testo originale di Shakespeare e volete fare un ripasso oppure se siete fan degli attori (mia mamma ha detto che il cast sembra uscito da un catalogo di moda perché sono tutti bellissimi e in effetti ha ragione). 

VOTO 6 -

IL FILM SI PUÒ GUARDARE SU RAIPLAY