domenica 12 dicembre 2021

RECENSIONE DEL FILM "CRY MACHO" DIRETTO E CON PROTAGONISTA CLINT EASTWOOD

Sabato scorso sono andata al cinema (dopo anni!!) a vedere "Cry Macho", il trentanovesimo film diretto da Clint Eastwood.


La realizzazione di questa pellicola è stata molto travagliata: N. Richard Nash scrisse una sceneggiatura intitolata "Macho", ma la 20th Century Fox la rifiutò due volte. Allora Nash trasformò la sceneggiatura in un romanzo dal titolo "Cry Macho", pubblicato 1975. Dopo le critiche positive ricevute dal romanzo, Nash insistette per realizzare la sceneggiatura e molti attori erano candidati al ruolo da protagonista (tra cui proprio Clint che rifiutò per interpretare l'ispettore Callaghan). Il progetto però non venne mai realizzato. Molti anni dopo, nel 2020, proprio Clint decide di dirigere questo film, interpretando anche il protagonista. In "Cry Macho" il novantunenne Clint non dimostra affatto la sua età ed è sempre agile, infatti il co-protagonista del film gli dice: "Sei molto veloce per essere un vecchio." L'attore interpreta Mike Milo un anziano cowboy ed ex campione di rodeo (si è rotto la schiena a causa di una caduta), che accetta di fare un favore al suo amico ed ex datore di lavoro Howard (Dwight Yoakam): riportare a casa in Texas dal Messico suo figlio Rafo (il bravo Eduardo Minett), cresciuto in strada e maltrattato dalla madre alcolizzata. Il ragazzino di tredici anni non ha più fiducia di nessuno e il suo unico amico è un gallo da combattimento di colore nero con la cresta rossa di nome Macho, la vera rivelazione del film.


Mike rintraccia i due e non con poca difficoltà riuscirà a convincere Rafo a tornare a casa. Durante il tragitto saranno inseguiti dagli scagnozzi della mamma del ragazzino e durante la sosta obbligata in un paesino, Mike insegnerà a Rafo a cavalcare, domare i cavalli, a riconoscere le persone che valgono e che il machismo è sopravvalutato, mentre il ragazzino, a sua volta, salverà Mike dai suoi problemi di alcolismo e lo aiuterà a superare la perdita della moglie e del figlio. L'ambientazione, i costumi e i cavalli richiamano il genere western, per il resto il film coniuga il dramma e la commedia (ci sono diverse battute, la migliore è quando Mike si definisce Dottor Dolittle perché i messicani gli portano i loro animali bisognosi di cure) con il racconto di formazione e con una bella storia d’amore tra Mike e una tosta vedova messicana di nome Marta (Natalia Traven).
 

La storia è semplice, lineare e il lieto fine assicurato, è un film che mette di buonumore. Nella prima settimana di proiezione "Cry Macho" ha raggiunto il secondo posto al box office e attualmente è al quarto posto. Non è il miglior film di Eastwood, ma merita la visione.

VOTO 7  

Voi l'avete visto? 

8 commenti:

  1. Per il tuo ritorno al cinema pensavo vedessi altro, comunque interessante scelta e bene che ti sia piaciuto ;)

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    1. Purtroppo il cinema della mia città non offre una grande varietà di film. 😅

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  2. Il mio ritorno al cinema dopo tanto tempo era stato con Bohemian Rhapsody, pensa un po' su che piani diversi siamo. 😜. Purtroppo ho perso di nuovo il piacere di entrare in una sala di proiezione a causa di tutte le norme anti covid, necessarie e che rispetto senza dubbio, ma che tolgono gran parte del piacere di vedere un film.

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    1. Bello Bohemian Rhapsody! Io al cinema ci sono andata di pomeriggio, c'erano persone e tutte munite di mascherina.

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  3. Non mi interessava particolarmente come uscita perchè non amo il genere però mi intriga che non sia il classico western :)

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    1. Sì non è il classico western, è più un racconto di formazione. 🙂

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