Ma come tutte le favole che si rispettino, anche la fiaba di Peter Pan ha origini dark. Se le fiabe dei Fratelli Grimm hanno un'origine macabra, Peter Pan non è da meno: Peter Pan è l'unione di due nomi Pan, ispirato alla mitologia greca, era un Dio caprino ripudiato dall'Olimpo e cresciuto in solitudine in mezzo alla natura suonando il flauto. L'origine del nome Peter, invece, è più complessa e bisogna scavare nell'infanzia dell'autore del romanzo omonimo James Matthew Barrie. Quando Barrie aveva 6 anni, suo fratello David, nel giorno del suo 14esimo compleanno, morì in un incidente mentre pattinava sul ghiaccio. Da quel giorno Barrie per confortare sua madre arrivò persino a vestirsi come suo fratello e creò con lei un forte rapporto di simbiosi! Il fratello defunto David, in pratica, è Peter Pan un eterno ragazzino che non potrà mai crescere perché se ne è andato troppo presto. Ma in modo particolare un altro evento nella vita di Barrie fu determinante nel creare la figura di Peter Pan: un giorno Barrie su una panchina in Hyde Park (Londra), in crisi creativa incontra una coppia di coniugi Sylvia e Arthur Davies con i loro quattro figli maschi: Michael, Jack, Peter e George. Da quel momento Barrie inizia a passare del tempo con loro, giocando e fantasticando. Nasce così nel 1902 la figura di Peter Pan citata per la prima volta nel romanzi "L'uccellino bianco". Successivamente nel 1904 Barrie inventa lo spettacolo teatrale "Peter Pan o il ragazzo che non voleva crescere" e nel 1911 il romanzo definitivo "Peter Pan" ottenendo grande successo. Qualche anno prima in seguito alla morte dei loro genitori, Michael, Jack, Peter e George vengono affidati in co-custodia a Barrie. Vivranno felici per tre anni, poi la guerra sconvolgerà le loro vite: due dei fratelli moriranno in giovane età, Peter invece, sopravviverà alla guerra e in seguitò fondò una casa editrice, ma la guerra lo segnerà così tanto che, dopo la morte del suo ultimo fratello, l'ispiratore del bambino che non voleva crescere si gettò sotto un treno! Perché vi ho raccontato questa storia tragica come l'Amleto di Shakespeare? Perché il 12 novembre esce "Pan-Viaggio sull'isola che non c'è, una nuova rivisitazione del celebre romanzo di Berrie. No, ancora un'altra fiaba in live action, riveduta e corretta direte voi! E sì avete ragione perchè di remake sull'eterno bambino ne sono stati realizzati tantissimi: oltre al celebre cartoon della Walt Disney e il suo sequel nel 2002, ricordiamo "Hook-Capitan Uncino" dove Peter Pan (il copianto Robin Williams) è cresciuto e ha perso i ricordi d'infanzia fino a quando Uncino rapisce i suoi figli portandoli nell'Isola che non c'è e Peter è costretto a confrontarsi con il suo nemico di sempre.
Citiamo anche "Peter Pan" di P.J. Hogan, una reinterpretazione della fiaba classica, dove s'immagina una ipotetica storia d'amore fra Peter e Wendy, "Neverland-Un sogno per la vita" che ripercorre la vita dell'autore di Peter Pan, James Matthew Barrie (interpretato da Johnny Depp) e la nascita del suo alter-ego.
E poi non bisogna dimenticare le reinterpretazioni per la televisione: "Neverland-la vera storia di Peter Pan" e la serie cult "C'era una volta" che riscrive in chiave moderna le fiabe e trasforma l'allegro e scherzoso Peter, in un ragazzino psicopatico e inquietante più di Tremotino.
Ma il nuovo "Pan" che uscirà il 12 novembre è diverso: riprende la storia delle origini di Peter Pan ispirandosi al romanzo originale, realizzando un film innovativo, dark. Se volete sapere come Peter Pan ha imparato a volare, come ha fatto a raggiungere l'Isola che non c'è e come è stata la sua infanzia, avrete tutte le riposte. E in più c'è il cast da non sopravvalutare: Hugh Jackman (X-Men) sarà il perfido Barbanera, Garret Hedlund (che assomiglia nell'aspetto in modo impressionante ad Hook di "C'era una volta) sarà Capitan Uncino, qui alleato di Peter Pan e con la mano intatta, Rooney Mara interpreterà Giglio Tigrato, l'indiana amica di Pan e Cara Delevingne nei panni di una sirena e ovviamente Peter (Levi Miller).
Per finire alla regia c'è Joe Wright specializzato a trasformare romanzi famosissimi in film (è il regista di "Orgoglio e pregiudizio", "Espiazione" e "Anna Karenina"). Quindi se amate le fiabe e le loro rivisitazioni (a me piace tantissimo scoprire cosa s'inventano di volta in volta gli sceneggiatori per trasformare le storie originali) non perdete questo film! Presto vi scriverò la recensione, buona serata a tutti!
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